Alexy Bosetti: l’ultras diventato calciatore

alexy-bosettiCapita che un ultras possa “uscire” dalla curva, abbandonare le vesti del tifoso e indossare quelle del calciatore.

Gli ultras sono violenti, cattivi, brutti e tatuati. Gli ultras, però, sono anche veri, genuini e hanno cuore il grande.  Questa è la storia di Alexy Bosetti, calciatore del Nizza che non tradirà mai i “ragazzi della curva”.

Alexy Bosetti è un attaccante, campione del mondo con la Francia under 20 a Turchia 2013, è titolare del Nizza. La squadra della città dove è nato il 23 aprile 1993 e che ha sempre tifato. Sembra un sogno, e probabilmente lo è, quello di giocare con la maglia della formazione del cuore. Quella maglia che prima di diventare un professionista, la si indossava sempre in gradinata.

Il centravanti è infatti il primo tifoso del Nizza, il che potrebbe sembrare una frase fatta. Ma se poi si viene a conoscenza del passato di questo ragazzo, il tutto assume le passionali tinte di un romanzo d’autore.

Alexy Bosetti è stato infatti  un ultrà della Brigade Sud Nice, il gruppo più caldo del tifo organizzato di Nizza. Saltava, cantava, sbraitava sugli spalti dello Stade du Ray e seppur non più ultras, oggi ricorda sempre di cosa è fatto il suo passato. Sul suo corpo sono tatuate le sue radici: il volto di Jacques Médicin, storico e amato sindaco nizzardo, e anche quella di Alber Spagiarri criminale ribelle considerato il cervello del colpo del secolo alla Société Générale di Nizza.

Ma il suo corpo “comunica” ancora: sulla spalla un teschio perforato da un coltello con lettere greche, simbolo della Brigade Sud Nice, sciolta nel 2010 e rinata come Popolare Sud  e sul petto l’aquila di Nizza con su scritto “mentalità nizzarda”. Proprio uno di questi tatuaggi a Bosetti (tra l’altro di origine italiana, i suo avi provenivano tra Pieve di Teco e Castelfiorentino) gli è costato un squalifica.

Il 21 gennaio 2014 sono di scena i sedicesimi di Coppa di Francia, il Nizza incontra l’Olimpique Marsiglia. Non una partita come tante altre, ma un derby sentitissimo da entrambe le tifoserie.  Bosetti va in rete e, giustamente, non capisce più nulla. Per un nizzardo cresciuto sugli spalti, segnare agli acerrimi rivali deve essere la cosa più bella del mondo. L’attaccante va sotto la curva della tifoseria ospite, si toglie la maglia e mostra il simbolo della Brigade Sud Nice. Un gesto nato dal cuore, provocatorio sicuramente, ma vero. La federazione francese, però, non è dello stesso avviso: squalifica e turno di stop immediato per il numero 23 rossonero.

L’attaccante non riesce ad essere diverso, ragiona con il cuore non con la testa. Dopo ogni partita, nonostante i giocatori professionistici debbano pagare una quota per ogni maglietta ufficiale che regalano, lui va sotto i “suoi” tifosi, si toglie la maglia e la tira in curva. Lo fa quasi sempre e, addirittura, una volta il 2 febbraio 2014, dopo un Nizza – Lille vinto dai padroni di casa, è andato sotto la tifoseria ospite che anche perdendo aveva dimostrato un vero attaccamento la squadra. E, questa volta, la maglia va agli avversari come gesto di stima.

Recentemente Alexy Bosetti ha ancora fatto parlare di lui. È il 23 ottobre 2014 si affrontano Inter e St.Etienne per un turno di Europa League. St.Etienne e Nizza sono due squadre rivali, gli ultras dell’Inter, invece, hanno un’amicizia abbastanza forte con i tifosi del Nizza. Quale miglior occasione per Bosetti se non quella di andare in curva  a San Siro insieme agli amici nizzardi di sempre e sostenere l’Inter contro la squadra nemica? Detto fatto, il calciatore professionista dal prato verde  torna per un giorno nel suo “ambiente”. Chi nasce ultras, non muore mai e Bosetti non vuole dimenticarlo.

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