Altro che Totti: Kazuyoshi Miura, il nonnino ancora in attività

Totti

Totti si avvicina ai 40 anni, ma c’è chi – da giocatore ancora in attività – gli “anta” li ha passati da quasi un decennio. E’ Kazuyoshi Miura, attaccante giapponese ancora in forze allo Yokohama FC.

Molti lo ricordano per essere stato il primo giapponese a giocare nel campionato italiano, nelle file del Genoa nella stagione 1994/95 (all’epoca Totti era una giovane promessa). Un’era calcistica fa, una meteora del nostro campionato che, oltre a un gol nel derby con la Sampdoria, in Italia non ha lasciato un segno particolare. Nel suo paese, al contrario, è considerato una star.

L’attaccante del Sol Levante da quell’annata nefasta passata nel capoluogo ligure di strada, infatti, ne ha fatta. Una strada che, incredibilmente, ancora oggi non smette di essere percorsa. Kazuyoshi Miura, lo scorso 26 febbraio, ha compiuto la bellezza di 49 anni. Quasi mezzo secolo di vita, ma ancora nessuna voglia di appendere gli scarpini al chiodo. Il calciatore è infatti tesserato con lo Yokohama, team di J. League 2 la seconda divisione del campionato nazionale (una storia che ricorda quella di Angelo Di Livio, che però si ritirò molto prima). Proprio due giorni dopo il suo compleanno anche l’esordio record con l’ingresso in campo a 7 minuti dalla fine nell’incontro casalingo perso contro il Kamatamare Sanuk.

Tornando al giorno della comunicazione di voler continuare a giocare, l’annuncio è avvenuto l’11 novembre del 2015 alle ore 11 e 11 minuti. Un comunicato stampa, inviato dal club nipponico, con l’intento di omaggiare il numero 11 di “Roi Kazu”, cifra che da sempre è sulle spalle della sua maglia. «Ringrazio tutte le persone che lavorano allo Yokohama e tutti i tifosi che mi sostengono giorno per giorno», ha dichiarato Miura, il giorno della firma del contratto, che vanta 89 partite e 55 gol con la maglia della Nazionale. Kazuyoshi Miura è stato anche un eterno vagabondo del pallone. Essendo figlio di un boss della Yakuza, non vive un’infanzia facile tanto da decidere di optare per il cognome della madre. A soli 15 anni, forse per allontanare quel pesante legame familiare con la più potente organizzazione mafiosa giapponese, prende l’aereo e parte per il Brasile dove firma prima con il Clube Atletico Juventus e poi nel prestigioso nel Santos. Dopo un giro fra altre squadre brasiliane, all’inizio degli anni ’90 torna in Giappone.

Nel 1994, come detto, la chiamata italiana e poi il definitivo ritorno in patria, inframmezzato da un’esperienza in Croazia con la Dinamo Zagabria e una tappa in Australia con la maglia del Sydney FC. Kazuyoshi Miura: i suoi primi 49 anni. Tutti (o quasi) passati a dare calci a un pallone.

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