Andrea Pirlo è di origine zingara?

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Tutti i retroscena sul misterioso interrogativo riguardo le presunti origini del talentuoso centrocampista della juve e della nazionale

Andrea Pirlo è uno dei centrocampisti più forti nati in Italia negli ultimi 30 anni. Cresciuto nel Brescia, passato per l’Inter, consacrato nel Milan e rinato nella Juventus. Potrebbe essere questo, in modo molto sintetico, il riassunto della carriera baluardo della nazionale nella quale, tra l’altro, dopo l’ultimo mondiale sembrava anche non doverci giocare più. Se del lato sportivo, quindi, di Pirlo si sa tutto su quello privato si sa molto poco.

Il talento bresciano è protagonista, infatti, di una diceria che lo vorrebbe discendente dei sinti, un’etnia romaní, ovvero quelle popolazioni che volgarmente passano alla storia come “zingare”.Andrea Pirlo è uno zingaro? Verità o menzogna? La storia che il giocatore nato il 19 maggio 1979 si originario di quella popolazione è un aspetto piuttosto controverso. Non si capisce, infatti, da dove la “voce” possa essere nata. Pirlo, d’altronde, non è mai stato uno di tante parole e nonostante fosse a conoscenza della questione, in un primo momento, non ha mai deciso di smentire o confermare.

L’occasione per fare chiarezza è stata l’uscita della sua biografia “Penso quindi sono”, pubblicata nel 2013. In questo libro Pirlo toglie ogni tipo di dubbio: “Mi sono fatto un’idea precisa di come possa essere nata una voce del genere. Oltre che della produzione del vino, mio padre Luigi si occupa anche di siderurgia, attraverso la Elg Steel, un’azienda in cui lavora tra gli altri mio fratello. Siccome il commercio e la lavorazione dei metalli rappresentano tradizionalmente il lavoro più diffuso tra i Sinti, qualcuno ha voluto fare uno più uno e dal risultato, da un due molto sporco, è nata quella serie di articoli strampalati“.

Andrea Pirlo, quindi, non ha nessun legame con la popolazione dei sinti. Il tutto nasce da questo piccolo impero siderurgico che vede protagonista sia il padre, sia lo stesso giocatore. Passando nello specifico il “gruppo Pirlo” ha circa una mezza dozzina di aziende situate nella bassa bresciana. I ricavi di questo attività – come riportato in un servizio del settimanale Espresso – hanno raggiunto il picco record di 72 milioni nel 2008.

Ad oggi i bilanci sono in equilibrio, nonostante la crisi, e le spese del personale si aggirano intorno a 4 milioni di euro annui. Cifra che, teoricamente, si potrebbe pagare solo con la metà dell’ingaggio che Pirlo prende alla Juventus. Insomma il talento cristallino del fantasista bianconero è evidente anche nel campo manageriale, non solo sul rettangolo di gioco.

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