Angelo Di Livio capitano della Fiorentina, dai Mondiali alla Serie C2

Angelo Di Livio Fiorentina

Angelo Di Livio, bandiera della Fiorentina. Un capitano fedele, che non abbandona la nave che affonda. Come ha dimostrato nella disastrosa estate del 2002. Dai Mondiali alla Serie C2 per lui il passo è stato breve, ma non ha rinunciato al suo ruolo. 

Una immagine in particolare restituisce la cifra di quello che fu per l’Italia il Mondiale del 2002. L’arbitro Moreno che sventola il cartellino rosso a Totti e Angelo Di Livio, proprio lui, che regala all’arbitro (?) dell’Equador il più gelido degli sguardi. Un’occhiataccia, quella dell’esperto centrocampista, che sa di nervi a fior di pelle, di una rabbia a stento trattenuta. Certo un sentimento condiviso da milioni di tifosi italiani.

Ma Di Livio ha altre ragioni per essere arrabbiato e deluso. La sua Fiorentina un mese prima ha conosciuto il sapore amaro della retrocessione. Il campionato appena concluso (2001-2002) è stato fallimentare per i viola, trascinati all’inferno da una situazione societaria pessima. Quanto pessima, i gigliati – e con loro Angelo Di Livio – lo avrebbero saputo solo il 1° agosto, mentre l’indignazione per l’affaire Moreno piano piano veniva diluita nelle prime amichevoli stagionali.

La Fiorentina non riesce a iscriversi alla Serie B, la società viene dichiarata fallita e rinasce sotto il nome di Florentia Viola. Affronterà il campionato di Serie C2 2002-2003. Sono in molti ad abbandonare la nave che affonda, come è lecito che sia. Non lo fa Angelo Di Livio. La sua è una scelta coraggiosa. Ha 36 anni, sa che se rimarrà tra i viola non vedrà più la massima categoria.

L’ormai ex giocatore della Nazionale, però, affronta il salto (immenso) di categoria con una determinazione e un ottimismo sorprendenti, sebbene non faccia fatica a riconoscere l’entità della catastrofe.

Retrocedere, fallire e sparire con una squadra importante come la Fiorentina è una grande delusione e un grande rammarico. Allo stesso tempo però sono contento per questa nuova squadra e società che è partita col piede giusto e fa ben sperare. Dopo tanti anni ad alto livello mi ritrovo a giocare in C2 ma per Firenze posso fare anche questo. E poi ora c’è Della Valle, che non ha bisogno di presentazioni. E’ l’uomo giusto per la risalita.

Il suo ottimismo dopotutto si è rivelato ben riposto. Effettivamente il 2002-2003 è veramente l’anno della rinascita. Come da pronostico, ma solo fino a un certo punto, la Florentia Viola vince il campionato. L’anno successivo è ripescata in serie B, e da lì inizia la scalata che la porterà di nuovo nell’Olimpo, o giù di lì. Gli anni più belli, quelli di Luca Toni e poi della Champions League devono ancora venire.

Se il presente della Fiorentina è oggi fulgido è merito anche Angelo Di Livio, bandiera di altri tempi, che nel momento più buio ha fatto la più coraggiosa delle scelte: restare. Restare per dare un segnale. Il segnale della rinascita…

 

Condividi questa storia
  •  
  •  
  •  
  •  

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>