Anni 50′ : quando la Juve “barattò” Nordhal per un bidone clamoroso

intreccio di mercato tra proegler e nordhalIntreccio di mercato durante gli anni 50′ tra Milan e Juventus. Oggetto del contendere il “bidone” Ploeger ed il campione svedese Nordhal . Ecco tutti i dettagli.

Il calcio non è una scienza esatta. Per capirlo basterebbe ricordare quanto successo alla Juventus nel’estate del 1948, quando il club bianconero partito per suonare il Milan, si ritrova a sua volta alle prese con una beffa di dimensioni colossali, i cui contorni si sarebbero definiti solo negli anni successivi.

Sono appena terminati i giochi olimpici del 1948 e nel nostro paese imperversa la moda del giocatore nordico, anche perché la nostra selezione olimpica è appena stata eliminata da quella danese, guidata da John Hansen. Svedesi, danesi, norvegesi, basta che siano alti e biondi, i giocatori provenienti dal Nord del vecchio continente hanno ormai superato nel gradimento dei dirigenti italiani i troppo estrosi sudamericani, soprattutto perché in Brasile e Argentina è ormai troppo facile imbattersi in impresari senza troppi scrupoli capaci di rifilare bidoni inarrivabili.Tanti i casi di giocatori sconosciuti arrivati in quel lasso di tempo dalle pampas o dalle spiagge di Rio de Janeiro solo per svernare, con risultati spesso esilaranti, almeno per i giornalisti, che possono imbastire cronache in cui lo spasso è assicurato.

Quello che però sta per succedere sull’asse tra Milano e Torino è difficilmente comprensibile, anche a posteriori. Oggetto del contendere è Johannes Ploeger, centravanti danese di cui all’improvviso Juventus  e Milan sembrano non poter fare a meno. Il giocatore è già nelle mani del Milan, quando i bianconeri decidono di usare John Hansen, altro danese già acquistato, per acquisire il placet del suo compagno di nazionale. Succede così che Ploeger parte con la maglia a strisce rossonere dalla stazione di Parigi per recarsi a Milano, arrivando però nel capoluogo lombardo con quella sempre a strisce, ma stavolta bianconere. Cosa è successo nel frattempo?

In pratica a Domodossola salgono sul treno gli emissari della Juventus i quali convincono Ploeger, tramite lo stesso Hansen, anche lui presente sul treno, a firmare per loro. Ma la cosa più bella è che dopo averlo convinto con una cifra che è praticamente doppia rispetto a quella che era stata concordata con Gianotti, il dirigente milanista che aveva condotto l’operazione, a Torino capiscono di aver fatto un torto al Milan e decidono di riparare. Scende in campo la stessa FIAT, che si adopera tramite la sua filiale svedese per convincere il Norrkopping a girare al Milan un certo Gunnar Nordhal, possente centravanti di sfondamento della nazionale e già praticamente acquistato dalla Juventus.

In pratica la società torinese se la suona e se la canta da sola, con risultati comici, anzi drammatici. Per capire l’entità della beffa basterebbe ricordare un semplice dato, quello riguardante la carriera italiana di Ploeger: 17 reti in sei anni, tra Juventus (un anno), Novara, Torino e Udinese. Bottino praticamente irrisorio, soprattutto se confrontato con le 225 segnature collezionate dal Pompiere svedese sull’asse tra Milano e Roma, ove termina una carriera leggendaria ancora oggi ricordata non solo dai tifosi più anziani. Mentre di Ploeger, per fortuna della Juventus, non si ricorda praticamente più nessuno.  Perché rivoltare il coltello nella piaga?

Condividi questa storia
  •  
  •  
  •  
  •  

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>