Anni 70′ : quando la Roma “salvò” la Juve

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Accadeva quarant’anni fà. La Roma aiutò la Juve durante una sessione di mercato. Ecco di dettagli.

La Roma americana di Pallotta ha ormai abituato la sua tifoseria a mercati scoppiettanti, in cui la priorità è acquistare, senza però deleteri  tabù ove si tratti di vendere giocatori in modo da finanziare integrazioni più funzionali al progetto di gioco.

C’è stato un periodo, quello a cavallo degli anni ’70, in cui invece la società giallorossa si segnalò per una serie di cessioni che non avevano alcun senso, se non quello di fare cassa. Come successe con la celebre cessione dei gioielli Capello, Spinosi e Landini alla Juventus, nel corso della  calda estate del 1970.
La Roma di Helenio Herrera ha appena terminato una stagione piena di rimpianti, ma che potrebbe rivelarsi fondamentale per il suo futuro.

Nel corso dell’anno, infatti, sono stati lanciati tre giovani che potrebbero essere la base su cui costruire lo squadrone tanto ambito dalla tifoseria, già stanca della Rometta che da qualche anno sembra aver dimenticato le grandi ambizioni dell’inizio del decennio precedente. Capello, Spinosi e Landini, questi i tre ragazzi sulla rampa di lancio, hanno fatto vedere doti non comuni e Herrera conta proprio su di loro per iniziare un movimento ascensionale all’altezza delle sue sempre smodate ambizioni.

Fabio Capello è un regista atipico, che somiglia molto alle mezzali sgobbone degli anni ’40, capace di correre molto senza mai perdere lucidità e di inserirsi con efficacia in avanti. Luciano Spinosi è invece un difensore capace di rendere con eguale efficacia sia come terzino che al centro della difesa. Forte nell’anticipo e di testa, è difficile che si faccia scappare l’avversario diretto, senza peraltro eccedere nelle rudezze. Infine Fausto Landini, fratello minore del difensore interista, un lungagnone che è capace di svariare su tutto il fronte d’attacco con buona tecnica e capacità di scegliere la soluzione più funzionale per la squadra. Se si pensa che sono in rampa di lancio anche Bet e Santarini, si può agevolmente preconizzare un grande futuro per la Roma.

Un futuro che viene praticamente distrutto nell’estate, quando Alvaro Marchini decide di aderire all’offerta della Juventus e di cedere i gioielli in cambio di un bel pacchetto di milioni, più Del Sol, Zigoni, Bob Vieri e Viganò. Una offerta praticamente irrisoria, se si considera che Luisito Del Sol è ormai sul finire di una magnifica carriera e che Zigoni è una vera scommessa, a causa di un carattere a dir poco lunatico. La stampa romana, come già successo nel caso di Picchio De Sisti, cerca di evitare la beffa, anche con toni molto accesi, ma Marchini procede diritto, senza capire che la sua adesione è vista dai tifosi come una sorta di abdicazione ad ogni ambizione per gli anni a venire.

Alla fine l’affare si fa, ma gli esiti saranno disastrosi per la Roma. Se Del Sol e Zigoni saranno in fondo utili alla causa, nei loro limiti, Capello e Spinosi andranno a rinforzare e ringiovanire la Juventus, arrivando presto in Nazionale e collezionando titoli. La squadra giallorossa, a sua volta, rimarrà confinata in una sorta di limbo, anche perché la conclusione dell’operazione lascerà detriti sul rapporto tra Marchini e Herrera che si trasformeranno in guerra aperta in capo a pochi mesi.

Così i tifosi insorsero in una contestazione senza mezzi termini, simboleggiata dal cartello esposto da un anonimo tifoso sulle tribune dellOlimpico: “Alvaro Marchini, hai fatto più danni te de Mussolini”.

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