Boniek, l’attaccante che segnava solo di notte

Boniek, l'attaccante bello di notteLa storia di Zibi Boniek, il “bello di notte” che segnava una volta calato il sole.

Bello di notte: così diventa noto Zibì Boniek grazie ad una lapidaria sentenza di Gianni Agnelli durante la sua militanza juventina. Una sentenza derivante dalla particolare attitudine dell’attaccante polacco a far stravedere nelle partite di coppa, mostrando allo stesso tempo strane esitazioni nel corso delle partite della Serie A.

Di lui si comincia a parlare nell’estate del 1982, quando Juventus e Roma si sfidano per assicurarsene le prestazioni. Si è fatto notare nel Widzew Lodz e con la nazionale del suo paese, rivelandosi un vero e proprio trascinatore. Non bello da vedere, quando parte palla al piede sembra però un carro armato capace di abbattere ogni ostacolo.

Nella gara che vede contrapposte ancora una volta le due corazzate del calcio italiano dell’epoca, i bianconeri hanno dalla loro parte la Fiat, che mette in campo le referenze che può vantare nei confronti del governo polacco e riesce a strappare il giocatore a Viola, nonostante Boniek preferisca la soluzione giallorossa.
Arrivato a Torino, gli inizi non sono proprio esaltanti. La squadra sembra risentire delle fatiche estive al Mondiale di Spagna e la fuga della Roma mette in mostra i limiti nell’integrazione dei nuovi.

Con lui, infatti, c’è anche Platini, e ai due non viene concesso il tempo che pure sarebbe necessario per ambientarsi al meglio.  A pagare il conto è soprattutto lui, anche se nelle partite internazionali riesce a far vedere le doti che hanno spinto Trapattoni a chiederne l’ingaggio. Proprio mettendo a confronto la disparità di rendimento, frutto evidentemente del fatto che in Europa le difese sono meno esasperate di quelle in vigore da noi, Gianni Agnelli decide di rifilargli quel giudizio che gli rimarrà impresso a lungo: bello di notte, ovvero nelle notturne delle coppe europee. Mentre nelle partite del pomeriggio, orario tipico della Serie A dell’epoca, il polacco continua a giocare a tratti.

Dopo tre anni così e così, finalmente può andare alla Roma, come era del resto suo desiderio e proprio nella capitale, con Eriksson sulla panchina, riesce a dimostrare di essere adatto anche al nostro calcio, in uno schema di gioco adatto a valorizzarne le doti. Aumentano anche le reti, ma soprattutto le sue cavalcate sulla fascia ne fanno un beniamino della Curva Sud, orfana dei grandi del passato recente.

Con gli schemi predisposti da Eriksson diventa addirittura devastante, potendo giocare in velocità in una squadra che mette in mostra un calcio di elevatissima qualità ed estremamente moderno. Purtroppo quella Roma si arena proprio sul più bello, dopo aver recuperato sette punti di svantaggio alla Juventus, con una incredibile sconfitta interna con il Lecce, già retrocesso. A lui rimarrà comunque la consolazione di aver dimostrato di essere bello anche di giorno.

Condividi questa storia
  •  
  •  
  •  
  •  

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>