Buon compleanno Fabio Cannavaro! I retroscena dell’esordio col Napoli

Fabio Cannavaro oggi, 13 settembre, compie 43 anni. Ottavio Bianchi racconta com’è andato realmente l’esordio col Napoli. Non benissimo, a quanto pare.

E’ stato l’idolo di una intera generazione di calciatori e di aspiranti calciatori cresciuti all’ombra delle sue imprese con il Parma, la Juventus e la Nazionale. Fabio Cannavaro è considerato, non a torto, uno dei migliori difensori italiani di tutti i tempi. Ad accrescere questa percezione, un carisma indiscutibile, una grinta fuori dal comune, una certa “cazzimma”, come direbbero a Napoli.

Proprio a Napoli Fabio Cannavaro, che oggi (13 settembre) compie 43 anni, ha mosso i primi passi da calciatore. Colui che già da bambino sembrava un predestinato, tuttavia, non ebbe vita facile all’inizio. A 20 anni gli mancava ancora la sicurezza tipica del professionista esperto, sebbene già si intravedessero i caratteri del futuro campione.

L’affermazione del talento di Fuorigrotta nella compagine partenopea ha vissuto momenti travagliati. La sua ascesa è stata, almeno all’inizio, compromessa da alcune prestazioni negative. Basti pensare che il posto da titolare è arrivato solo nel 1994, quando aveva già compiuto 21 anni. Non proprio un ruolino da enfant prodige. Va detto comunque che all’epoca era l’intera squadra a soffrire, l’eco delle sfide con la Juventus e il Milan per lo scudetto (memorabile quella del 1988) era già lontano.

A ricordare quei momenti, carichi di speranza e di tensione per un talento che faceva fatica a sbocciare, è stato Ottavio Bianchi. L’ex allenatore del Napoli ha raccontato a Radio Sportiva un aneddoto sull’esordio di Fabio Cannavaro, avvenuto durante uno Juventus-Torino del 7 marzo 1993, partita persa dagli azzurri per 4 a 3.

All’epoca i giovani migliori li portavo con me. Cannavaro si vedeva che era molto interessante anche se l´esordio non è stato dei migliori visto che lo tolsi, perché era in difficoltà. Gli dissi che non aveva fatto bene, ma che poi avrebbe continuato a fare grandi cose e lui mi rispose con un sorriso. Quando uno ha le qualità non si può dimenticare il carattere“.

Ottavio Bianchi ha riconosciuto tuttavia in quel primissimo Cannavaro le qualità dei migliori difensori. “Aveva già allora un grande senso dell´anticipo e uno stacco incredibile, ma poi il carattere splendido, una grande serenità che lo ha sempre aiutato”.

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