Che fine ha fatto Alvaro Recoba?

Uruguayan Nacional's player Alvaro RecobAlvaro Recoba non sarà stato mai il giocatore più forte del mondo, ma per un periodo è stato quello più pagato. Ha percepito fino a 7 milioni e mezzo di euro all’anno. Come lui nessuno mai.

El Chino, era un vero e proprio pupillo dell’ex presidente dell’Inter, arrivato a Milano a 21 anni, dopo aver disputato alcune stagioni da protagonista in patria, si fa subito notare per la potenza del suo sinistro. Nella prima stagione (1997/98) fa 3 gol (tutti di pregevole fattura) in solo 9 presenze. Gigi Simoni, all’epoca allenatore dei nerazzurri, lo utilizza poco. L’anno successivo riparte dalla panchina e a gennaio la soluzione del prestito sembra l’unica per non far appassire un talento troppo velocemente.

Si ritrova al Venezia allenato da Walter Novellino che gravita nelle zone basse della classifica. L’obiettivo è salvare la squadra e dimostrare il suo valore. Il calciatore gioca al meglio delle sue forze. In laguna, non solo è l’artefice di un’incredibile salvezza, ma segna anche 11  gol in 19 presenze, fa un numero infinito di assist e conquista il ritorno all’Inter in pompa magna.

La prima stagione della seconda vita nerazzurra di Recoba è buona. Fa coppia d’attacco con un certo Ronaldo e segna dieci reti. A fine stagione firma il contratto quinquennale che lo renderà, come scritto, il giocatore più pagato al mondo. Nonostante per Moratti rimase, per tutto il periodo, il giocatore preferito, all’Inter Recoba fa più bassi che alti. Alla fine colleziona 72 gol in 262 incontri, 1 coppa Uefa, 2 scudetti, 2 Coppe Italia e 2 Supercoppe Italiane. Non un magro bottino sicuramente, ma da un talento così ci si aspettava ancora di più.

Finisce l’avventura Italiana con un anno al Torino dove ritrova Novellino, ma non ritrova la classe dei tempi di Venezia. Sembra finito, si accasa in Grecia nelle file del Panionios dove rimane una stagione e mezza senza infamia e senza lode. Poi l’idea di tornare in patria per chiudere la carriera. Una carriera che però non si chiude bensì, per la terza volta, si riapre. Passa una stagione al Danubio, la squadra dove è cresciuto. Un ritorno 14 anni dopo segnato da una bellissima annata.

Lo prende il Nacional dove torna anche a vincere, conquistando il campionato. Oggi El Chino ha 38 anni e lo scorso 16 novembre 2014 ha festeggiato un nuovo trionfo: il campionato di Apertura. In questa competizione Recoba realizza anche un gol su punizione ne “El Clasico” contro il Penarol. Una perla da 25 metri al 94esimo che fa esplodere lo stadio.

Dopo aver conquistato questo ennesimo titolo El Chino ha dichiarato che vuole continuare a giocare dato che il suo fisico risponde ancora alla grande. Il presidente, Eduardo Ache, vorrebbe erigere in suo onore una statua nel recinto del Parque Central, lo stadio del Nacional.

Infine un suo compagno di squadra, Gaston Pereiro, dopo la vittoria si è tatuato il suo volto sull’avambraccio. Una carriera strana quella del fantasista uruguagio che, alla soglia dei 40 anni, non sembra finire mai.

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