Chi ha inventato il cucchiaio?

cucchiaioIl cucchiaio non è di Totti, l’ha solo preso in prestito. La sua invenzione risale a un tempo lontano…

Oggi il cucchiaio è praticamente il marchio di fabbrica di Francesco Totti, che lo ha usato in più riprese e spesso con esiti micidiali per gli avversari. Ne sanno qualcosa Van Der Saar, il portierone olandese beffato durante la semifinale degli Europei 2000, o Angelo Peruzzi, a sua volta uccellato in una stracittadina di due anni dopo, tra il delirio dei tifosi romanisti e l’ammirazione degli altri, almeno di quelli che sanno ancora apprezzare un gesto tecnico senza farsi obnubilare dal tifo.

Eppure il cucchiaio può essere considerato un reperto di un’altra epoca, se solo si pensa che ad altissimi livelli il primo a metterlo in opera fu Antonin Panenka, diventando un piccolo mito degli anni ’70. Mezzala di classica scuola danubiana, bravo tecnicamente e capace di coprire con buone attitudini podistiche il campo nel corso della gara, Panenka diventa celebre durante la fase finale degli Europei del 1976, quando la sua squadra, la Cecoslovacchia, riesce nella clamorosa impresa di sconfiggere i campioni del mondo della Germania, al termine di una finale epica.

La kermesse continentale di quell’anno, rimane in effetti una delle più belle e spettacolari in assoluto nella storia del calcio europeo. A renderla tale due bellissime partite di semifinale che vedono la Cecoslovacchia battere i Paesi Bassi e la Germania recuperare due reti ai padroni di casa della Yugoslavia per poi superarla, entrambe ai  supplementari.

Come del resto andrà ai supplementari la gara tra le due nazionali, una finale ad alto contenuto spettacolare che vede ancora una volta i campioni in carica recuperare il doppio svantaggio iniziale, siglato all’8′ da Svehik e al 25′ da Dobias. Nel finale, i tedeschi fanno ancora una volta valere la loro superiorità fisica andando a siglare la rete del pareggio con Holzenbein, dopo che Dieter Muller ha accorciato le distanze.

Il prolungamento del tempo, non sortisce però alcun effetto, anche se le due squadre, ormai molto stanche dopo tre giorni di battaglie ininterrotte si allungano sul campo alla ricerca del colpo del KO. Il quale dunque non arriva, obbligando i ventidue atleti a rimanere sul rettangolo di gioco per giocarsi l’Europeo nella lotteria dei rigori. Ed è proprio qui che Antonin Panenka scrive la sua personale leggenda, beffando all’ultimo rigore, reso decisivo dal precedente errore di Hoeness, il grande Sepp Maier.

Mentre il portiere tedesco si butta da una parte, lui tira la palla al centro con una traiettoria a palombella che rende impossibile ogni tentativo di replica, lasciando con il fiato sospeso i tanti tifosi cechi, tedeschi e neutrali che assistono a quella prodezza. Una prodezza che iscrive Panenka nell’albo degli inventori di un particolare gesto tecnico, anche se oggi sembra che nessuno se lo ricordi più.

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