Daniele Rugani: da riserva nella Primavera alla Nazionale A

Rugani in NazionaleLa storia di Daniele Rugani, che dalla panchina nel Torneo di Viareggio è arrivato in Nazionale.Difensore, classe 1994. Basterebbe quest’ultima caratteristica a fare di Daniele Rugani un unicum nella storia delle convocazioni in Nazionale. Se poi consideriamo che il ct è Conte, secondo cui deve essere l’esperienza la qualità principale di un giocatore azzurro, la vicenda dell’ex Under 21 assume caratteri di straordinarietà.

La storia di Rugani assomiglia a quella del brutto anatroccolo. Come il protagonista delle favola di Andersen, il difensore dell’Empoli non apparteneva alla categoria dei predestinati. Anzi. Panchinaro nella Primavera della Juventus, panchinaro durante il Torneo di Viareggio, che per un giovane rappresenta una vetrina irrinunciabile.

Eppure, un giorno, nell’unica occasione che il fato – o meglio l’allora tecnico Massimo Carrera – gli concesse, Rugani dimostrà agli addetti il suo valore e la sua carrera ebbe finalmente inizio.

Torneo di Viareggio 2013, quarti di finale Juventus-Chievo. I difensori titolari sono infortunati, tocca a Daniele Rugani, che di norma gioca in riserva. Una partita, una soltanto, e il giocatore si erge a man of the match. Da quel momento, per lui cambia tutto.

Titolare nella Juventus, poi esordio a soli 19 anni in Serie B, all’Empoli, del quale diventa subito una colonna portante. Il suo campionato è strepitoso ma, non si è ancora capito per quale motivo, in prima battuta è stato ignorato dal ct dell’Under 21 Gigi Di Biagio. La prima convocazione è arrivata solo in primavera.

Quest’anno è iniziato alla grande. Cinque presenze e addirittura un gol. Ottime prestazioni, sul campo e fuori, dove ha dimostrato di essere un professionista serio, senza grilli per la testa (caratteristica importantissima per Conte).

Anche alla luce di ciò, la sua convocazione non era affatto scontata. Conte, eccetto qualche eccezione, non fa esperimenti.

Se esordirà, sarà il più giovane difensore ad aver esordito dai tempi di Bonera. Anche lui aveva vent’anni quando indosso la prima volta l’azzurro. L’augurio è quello di un avvenire migliore del suo.

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