Fiorentina – Pistoiese: partita sospesa a causa degli UFO

ufo-fiorentinaLo strano caso di Fiorentina-Pistoiese, anno 1954, partita che vide una sorta di invasione aliena. Una storia vera.Pioggia, tifosi e avvistamenti alieni. Cosa hanno queste tre cose in comune? Tutte possono essere un valido motivo per far sospendere una partita di calcio. È il 27 ottobre 1954 e a Firenze, nello stadio Artemio Franchi, si sta giocando Fiorentina Pistoiese incontro amichevole dal bassissimo valore sportivo.

I viola, in quel periodo, sono una squadra molto competitiva nella stagione successiva all’episodio avrebbe vinto il loro primo scudetto e nel 1957 sarebbero diventata la prima formazione italiana a raggiungere la finale della Coppa Campioni. Ma, in questa sede, non vogliamo raccontare i successi della formazione allenata dal  grande Fulvio Bernardini, ci limiteremo alla cronaca – attraverso testimonianze dell’epoca – di uno degli episodi più assurdi del calcio italiano.

Alla redazione del giornale – si legge sul quotidiano La Nazione del giorno dopo il fatto – giunse la telefonata di uno studente di ingegneria, Alfredo Jacopozzi, che affermava di vedere, insieme ad altre persone, diversi dischi volanti nel cielo di Firenze. Oggetti visti anche dal nostro giornalista salito, nel frattempo, sui tetti di via Ricasoli per osservare una cosa  bianca, tonda, lucida, immobile. Ad un tratto tra l’oggetto e la cupola del duomo sfrecciò un altro palloncino bianco, più veloce di un aereo; poi un altro disco e un altro ancora. Sei oggetti che lasciarono al loro passaggio degli strani fiocchi bianchi simile a bambagia.”

Insomma l’avvistamento avvenne da gran parte dello stadio, giocatori compresi, e la sospensione non fu voluta dalla terna arbitrale, ma spontanea da parte di tutti a causa un fenomeno che ancora oggi non è mai stato chiarito. Romolo Tuci, al tempo capitano della Pistoiese, ha raccontato, in occasione del cinquantesimo anniversario, avvenuto il 27 ottobre 2014 anni, quanto segue:

“Era una bella giornata. A un certo punto ci accorgemmo che gli spettatori guardavano in aria. Venne spontaneo fermarsi anche per noi giocatori. Io vidi come dei piccoli anelli lontani, che cosa fossero non lo so davvero. Insomma, fra noi c’era chi li vedeva e chi no, e c’era anche chi non ci fece caso, credendo chissà a che cosa. Per quanto tempo rimase sospesa la partita, sinceramente non lo ricordo, sono passati cinquant’anni, come faccio a dire dieci minuti, o di più? Però guardavamo tutti in aria. Cinquant’anni fa, ci pensate?

Appena quegli strani oggetti volanti sparirono alla vista, quindi, iniziarono a piovere dal cielo questi filamenti appiccicosi trasparenti, tele di ragno fu la giustificazione che si provò a dare. Alfredo Jacopozzi, lo studente che chiamò La Nazione, ne raccolse un po’ e la consegnò dall’Istituto di Chimica Analitica dell’Università fiorentina, con l’aiuto del suo assistente.

Dall’esame microscopico e da quello spettrografico risultò essere una “sostanza a struttura fibrosa, notevole resistenza meccanica alla trazione e alla torsione. Al riscaldamento imbruniva lasciando un residuo fusibile e trasparente. Il residuo fusibile spettrograficamente mostrava contenere prevalentemente: Boro, Silicio, Calcio e Magnesio. Sostanza a struttura macromolecolare probabilmente filiforme. In linea puramente ipotetica, la sostanza esaminata nella scala microchimica poteva essere un vetro borosilicico”.

Tutti a bocca aperta a fissare per dieci lunghissimi minuti il cielo e quella che doveva essere la più banale delle amichevoli passò alla storia come la prima partita della storia sospesa per un avvistamento ufo. Probabilmente anche quegli alieni, venuti da chissà quale galassia, rimasero affascinatissimi dal più bel gioco del mondo.

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