Florenzi, l’ammonizione più commovente della Serie A

Florenzi e la nonnaL’affetto di nonna val bene un cartellino giallo. Lo sa bene Florenzi, che ha commosso gli amanti del calcio.

Non solo donne, bella vita e denaro. Nel calcio esiste anche altro ed è proprio questo che lo rende lo sport più seguito e amato al mondo. Portavoce di questa mentalità è anche Alessandro Florenzi, classe 91′, Attaccante esterno della Roma.

Stipendio da “gregario” (600.000 euro annui), carattere da vendere, corsa e tanta grinta: questi i suoi caratteri distintivi. Ma dietro c’è ancora dell’altro. Il giocatore si è reso protagonista di un gesto che all’apparenza può sembrar “normale” per tutti noi ma allo stesso tempo è ricco di significato ed emotività.

Dopo la rete del 2-0 segnata nella sfida della quarta giornata di campionato tra Roma e Cagliari il ragazzo, incurante di ogni cosa e di ogni regola disciplinare, si è lanciato verso la nonnina di 82 anni seduta in tribuna per andarla ad abbracciare.

“E’ la prima volta che viene a vedermi, non lo aveva mai fatto, nemmeno quando ero bambino, quando poteva farlo più facilmente. Invece si è fatta questa scarpinata, e da una nonna di 82 anni non è da tutti. Questo gol è per lei perché mi ha detto ‘Vengo a vedere solo te, però vieni a salutarmi’. E allora l’ho fatto solo per lei, ne è valsa la pena prendere il cartellino giallo”. Queste le parole nell’intervista post partita.

Ovviamente l’arbitro di turno, il signor Rizzoli, non si è potuto esimere dall’ ammonire il calciatore anche se ,a parer nostro, crediamo che il cuore sia battuto forte anche a lui.

Ed allora fortunato Andrea nel poter segnare proprio in questa splendida giornata e nell’aver potuto esprimere tutti i suoi sentimenti verso la sua “prima” tifosa. Vedere gesti del genere in serie A è una cosa unica soprattutto se il ricevente in questione è la nonnina anziana.

Fino ad adesso dimostrazioni di affetto erano state rivolte soprattutto a mogli e figli (le esutanze più famose quelle di Batistuta di fronte alla telecamera verso moglie Irina oppure quella del “ ciuccio “ di Totti dopo la nascita del figlio. Un abbraccio però racchiude più di ogni altra parola e ognuno di noi, in cuor suo, è rimasto folgorato dall’espressione di così tanto amore.

Bravo Ale, anche questo è calcio!

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