François Zahoui: il primo africano a giocare in Italia

Francois ZahouiSi chiama François Zahoui ed è stato il primo africano a giocare in Italia. Avrà lasciato il segno?

François Zahoui, ribattezzato “Zigulì” dai tifosi italiani, è un fantasista. Il giocatore viene notato dai dirigenti dell’Ascoli durante il Torneo di Marsiglia del 1981. Una manifestazione dove, in quell’anno, è invitata anche una rappresentativa della Costa d’Avorio dove, appunto, gioca questo africano.

Costantino Rozzi, vulcanico presidente dei marchigiani, si innamora di questo ragazzo. Acquistato per una cifra irrisoria, solo 25 milioni di lire. Voleva essere al risposta ai dirigenti delle grandi squadre italiani che in quegli anni spendevano cifre esorbitanti nell’ingaggiare gli stranieri. “Zahoui è la dimostrazione – dichiarerà Rozzi dopo l’acquisto – che l’Ascoli si può permettere stranieri solo da due lire!”. Il suo stipendio venne contrattualizzato con il minimo sindacale di un milione e duecentomila lire mensile. La sua squadra, la Stella Club Adidjan, non vuole denaro però per la vendita del suo attaccante. L’Ascoli, secondo le voci dell’epoca, sembra abbia dato in cambio tute e attrezzature sportive pari al valore di “Zigulì”.

Sempre viaggiando tra il confine della verità e della finzione, una leggenda racconta che al suo primo allenamento il “Nero d’Africa” si sia presentato a piedi nudi, senza scarpini. Nella sua Costa d’Avorio erano una rarità. La carriera di Zahoui nella Marche fu tragicomica, l’allenatore Carlo Mazzone non lo considera mai. In un anno e mezzo fa appena 11 presenze, per lo più spezzoni di partita dove non incanta, anzi sembra un corpo estraneo.

Nel 1983 passa al Nancy, nel campionato francese. Oltralpe gioca decisamente meglio, collezionando tante presenze, qualche rete e concludendo la carriera dieci anni dopo (1993) nel JGA Nevers. In quegli anni fa anche 4 presenze nella nazionale del suo paese.

L’Italia non lo capì, forse troppo giovane per un campionato così competitivo come la serie A degli anni ’80. La sua rivincita, però, in qualche modo arriverà anni dopo. È il 10 agosto 2010, a Londra si gioca l’amichevole Costa d’AvorioItalia. Sulla panchina degli azzurri c’è l’esordiente Cesare Prandelli, su quella degli africani invece proprio Zahoui. Al 90esimo il risultato è incredibile, l’Italia perde per una rete a zero e quel bidone che fu ai tempi dell’Ascoli viene confermato come commissario tecnico della nazionale del suo paese. Della serie: la vita toglie, la vita dà.

 

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