I retroscena dietro il passaggio di Ancelotti al Milan

Ancelotti dalla Roma al MilanCarlo Ancelotti sembrava destinato a terminare la sua carriera alla Roma. Un medico, però, spinse per il trasferimento al Milan.

Carletto Ancelotti e la Roma, una storia che sembra non finire mai, nonostante una cessione, quella operata da Dino Viola, che continua a destare molti interrogativi nella capitale, pure a distanza di tanti anni. Ma cosa successe realmente nell’estate del 1987 quando il presidente del secondo scudetto romanista decise di cedere alle lusinghe di Silvio Berlusconi e di lasciare che il primo grande acquisto della sua gestione prendesse la via di Milano?

Per capire meglio gli avvenimenti, occorre ricordare  come il centrocampista emiliano sia rimasto vittima di due gravissimi incidenti nel corso della sua militanza in giallorosso, entrambi ai legamenti del ginocchio. Oggi siamo abituati a considerare quasi normali i recuperi da incidenti di questo genere, ma negli anni ’80 non è propriamente così. In particolare nella capitale si ricorda ancora con sgomento il dramma personale di Francesco Rocca, il Kawasaki della Roma e della Nazionale costretto a mollare la spugna per una operazione mal riuscita. Proprio Dino Viola è uno dei testimoni suo malgrado della Via Crucis del terzino di San Vito Romano e sa benissimo che le operazioni al ginocchio, anche se perfettamente riuscite, rischiano di farsi sentire con il passare del tempo.

Certo, Ancelotti si è perfettamente ripreso in entrambe le occasioni, ma quando si presenta Silvio Berlusconi, con la solita vagonata di milioni che caratterizza il suo primo periodo milanista, la tentazione si fa subito molto forte. Peraltro Ancelotti ha ormai stabilito un rapporto saldissimo con la tifoseria e proprio l’essere stato il primo grande acquisto del nuovo corso di Viola, che ha restituito la Roma al novero delle grandi, dopo oltre un decennio di Rometta, ne fa una figura fortemente simbolica. Eppure Viola non ci pensa due volte e decide di sostituire Ancelotti con Manfredonia, prelevato dalla Juventus, nonostante la sua militanza sull’altra sponda del Tevere.

A distanza di tanti anni è difficile spiegare l’operazione, considerato che la Roma di Viola è società salda dal punto di vista finanziario e che un centrocampo con Manfredonia, Ancelotti e Giannini, l’ultimo gioiello del vivaio in rampa di lancio potrebbe fare sfracelli (infatti la Roma in quella stagione arriva terza).

Alcune voci che da sempre girano a Roma, sembrano far intendere come dietro la decisione del presidente ci sia un consulto con un rinomato specialista di Roma, il cui esito starebbe ad indicare un rapido declino alle porte per Ancelotti. Declino che invece tarderà molto, se si pensa che Ancelotti diventa uno dei migliori interpreti del nuovo corso di Sacchi, in un Milan stellare in cui le sue doti di incontrista diventano sempre più decisive. E mentre Ancelotti continua a giocare alla grande, a Roma più di uno continuerà ad interrogarsi per anni sui motivi di una decisione così strana. In attesa magari di riannodare le fila di un rapporto  che non è mai realmente finito, almeno a giudicare dalle parole del tecnico emiliano. Come del resto insegna quanto successo con Fabio Capello.

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