Il Giorgione: la squadra che finì in C dedicata ad un pittore

giorgioneIl Giorgione (serie C2 anni 90) era una squadra che rappresentava il comune di Castelfranco Veneto. Ma qualcuno sa perché è chiamata così?

Il Giorgione si chiama in questo modo perché a Castelfranco Veneto è nato Giorgio Barbarella, un pittore italiano del 1500 che veniva soprannominato così. Giorgione è stato, infatti, il nomignolo con il quale è passato alla storia. Probabilmente legato all’alta statura che, per quegli anni, era veramente notevole.

A Castelfranco Veneto, quindi, quando nel 1911 hanno fondato la squadra locale non ci hanno pensato sopra più di una volta: “dedichiamola al nostro pittore!”. Un tipo molto affascinante, oltre che bravo, questo Giorgione, tanto che addirittura Gabriele D’Annunzio non lo considerava un uomo, ma un mito.

Il Giorgione, sì ora intendiamo la squadra, ebbe il suo momento di massimo splendore – come detto – negli anni ’90. La prima volta nel professionismo, in realtà, fu un po’ prima nella stagione 1985/86 quando venne promossa in C2.  Amara retrocessione nel 1988/89 ed una pronta risalita nel 1991/92. Da quella stagione la formazione veneta  è una presenza fissa della serie C. Il massimo raggiunto fu, quando nel 1996/97, la società arrivò alle semifinali play off (per la promozione in C1) contro il Livorno.  In quel Giorgione, oltre tutto, c’era anche Baggio. Ovviamente non Roberto, ma sua fratello più piccolo Eddy che in due stagione segna ben 25 gol capaci poi di aprirgli la possibilità di sottoscrivere un contratto con il ben più prestigioso Ancona.

L’avventura nel professionismo di questa squadra così “artistica” si concluse nella stagione 1999/2000 con la retrocessione e il fallimento. Il Giorgione riparte dalla terza categoria e, ricostruendo un progetto in grado di bruciare le tappe, già oggi a distanza di 15 anni la troviamo in serie D (girone B).

I nostalgici del calcio che fu, sfogliavano l’album delle figurine e quando capitava quella del Giorgione non riuscivano a capire il nesso che ci fosse tra quel nome e la città di Castelfranco Veneto. Un po’ come accadeva in un’altra storia di cui abbiamo parlato, quella del Baracca Lugo. Entrambi figlie di un calcio che c’è sempre meno.

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