Il miracolo Castel di Sangro

castel-di-sangroNel 1996 una squadra abruzzese entrò nella storia, il Castel di Sangro. Centrò la serie B stabilendo un record che ancora oggi resiste. Ecco quale.

La storia, ma sarebbe più corretto dire favola, del Castel di Sangro comincia il 22 giugno del 1996. Allo stadio Zaccheria di Foggia c’è la finale play off del girone B di serie C/1, chi vince è promosso. Davanti si trovano l’Ascoli e il Castel di Sangro. La squadra marchigiana ha tutti i favori del pronostico, è vero nella stagione regolare è finita dietro al “Castello”, ma come storia e blasone è sicuramente più abituata a partite difficili come questa. In campo l’equilibrio regna sovrano e, anche dopo i tempi supplementari, il risultato non si schioda dallo 0 a 0. Pochi minuti prima del triplice fischio finale ecco la trovata dell’allenatore degli abruzzesi che cambierà il corso di questa storia

Il mister Osvaldo Jaconi richiama in panchina il portiere titolare Roberto De Juliis, giocatore sempre presente che aveva disputato tutte i minuti degli incontri fin qui disputati, dentro Pietro Spinosa, secondo portiere che invece era stato sempre in panchina per tutta la stagione. Triplice fischio finale, quindi, e sarà proprio il dodicesimo a parare i rigori (si può dire che Van Gaal, facendo la stressa cosa con l’Olanda ai mondiali, abbia copiato Jaconi!). Sul dischetto, proprio come nei migliori lieto fini, si arriva al quattordicesimo rigore. Il risultato è di 6 a 5 per il Castel di Sangro, a battere il tiro decisivo Manuel Milana, difensore dell’Ascoli. Calcia la palla e Spinosa compie un intervento prodigioso, è parato. Per il “Castello” è promozione in serie B, incredibile!

La prima stagione nella serie cadetta è pazzesca, il miracolo Castel di Sangro diventa anche un libro. Il giornalista inglese Joe McGinnis subisce il fascino dell’avventura di questo piccolo paesino del centro Italia. Segue tutta l’annata, che si concluderà con un’incredibile salvezza, e pubblicherà “Il miracolo di Castel di Sangro”.  Il secondo anno di serie B (1997/98) la storia, purtroppo, non si ripete. Il campionato non ha lo stesso ritmo del precedente e la squadra retrocede piazzandosi ultima.

Il ritorno in C1 non è dei peggiori. La squadra arriva fino agli ottavi di Coppa Italia. L’avversaria è l’Inter, a San Siro perdono solo 1 a 0. Al ritorno, lo stadio “Teofilo Patini” è pieno come non mai. Gli abruzzesi trovano anche il vantaggio, c’è di nuovo odore di sogno che però viene smorzato da un discusso rigore dato ai neroazzurri. Sul dischetto Nicola Ventola non sbaglia e l’Inter passa il turno (leggi questo articolo per conoscere un incredibile aneddoto che coinvolse Ventola e Pirlo). La stagione, proprio a causa dell’impegno di Coppa, vede il Castel di Sangro non riuscire a raggiungere i play off. È l’ultimo anno “buono” di questi giallorossi.

Dal 1999/2000 al 2003/2004 sono anni tremendi (riesce comunque a lanciare un giovanissimo Iacquinto.  A proposito, che fine ha fatto? Leggi questo articolo per scoprirlo). La formazione tra salvezze all’ultima giornata e ripescaggi riesce sempre a mantenere la categoria. Fino a quando, proprio nel 2003/2004, arriva l’inevitabile retrocessione. L’anno dopo in C/2 la società è allo sbando, nuova retrocessione che coincide anche con il fallimento societario. Serie dilettantistiche abruzzesi fino al 2011/2012 quando, mancando i fondi anche per quelli, il “Castello” subisce la radiazione dalla FIGC.

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