Il Palermo che si ritirò dalla serie B 1942/43 a campionato in corso

palermo-1943

Non c’è solo il Parma a ritirarsi dal campionato di calcio italiano. Gli emiliani se dovessero smettere di giocare l’attuale torneo non sarebbero la prima società  a farlo. Il Palermo nella stagione 1942/43 è stata, infatti,  capace, a otto giornate dalla fine, di non partecipare più alla serie B.

Quella dei siciliani però non è una storia di stipendi non ricevuti, bilanci scoperti o fallimenti economici. I rosanero furono, in un certo senso, costretti a dire addio al proprio campionato. È la stagione 42/43 , più precisamente il maggio del 1943, e i rosanero che allora si chiamavano Unione Sportiva Palermo Juventina, dovettero appendere gli scarpini al chiodo nonostante il campionato non fosse ancora concluso.

Siamo in pieno periodo bellico e, proprio a maggio di quell’anno, i britannici bombardano la città distruggendola. Nell’isola c’è agitazione e anche se i ragazzi di quella squadra volevano con il calcio provare a portare lontano l’amarezza e la crudeltà della guerra, non possono. Non possono non perché non ci sia la volontà, ma perché arriva una vera e propria sentenza.

Dopo 24 partite che avevano visto il Palermo anche disputare un buon campionato, era una neopromossa arrivata dalla serie C, la Sicilia viene dichiarata zona di guerra. Per questa ragione le partite casalinghe non possono essere disputate.  I rosanero sono, quindi, esclusi dal campionato e nelle stagioni future saranno costretti a partire dalle serie minori siciliane. Una vera causa di forza maggiore che falsò un campionato dove il Modena, alla fine, riuscì a primeggiare, conquistando la promozione in serie A. Le partire del Palermo furono tutte annullate.

La guerra mise a fine ad ogni sogno calcistico di quella città che con la sua squadra fu, tra l’altro, capace di addirittura di vincere proprio contro quel Modena in grado di vincere il campionato.

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