Il Pisorno: la fusione mai avvenuta tra Pisa e Livorno

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Pisa e Livorno sono due città toscane che sono separate solo da 19 chilometri. Tanto basta però per renderle protagoniste di un campanilismo che, probabilmente, in Italia non ha eguali. Nel calcio è un “derby” infuocatissimo e quando il Presidente dei pisani, Romeo Anconetani, nel 1991/92 propose una fusione tra le due squadre le risposte delle due tifoserie furono accesissime.

L’idea del presidente del Pisa Calcio

Il vulcanico Anconetani, chiamato dai suoi tifosi “Presidentissimo”, è stato senza dubbio l’uomo capace di far arrivare i nerazzurri al punto più alto del loro successo sportivo. È vero fu anche lo stesso uomo che portò al fallimento della società e fece scomparire per qualche anno questa gloriosa squadra dalla storia del calcio. Nel complesso,  però, Anconetani è ricordato più con piacere che con dispiacere dai pisani, anche se la scellerata idea “Pisorno” ancora brucia nei cuori dei tifosi.

È la stagione 1991/92 e il Pisa in quegli anni precedenti fa l’altalena tra la seria A e la B.  Riesce a vincere due Mitropa Cup, arriva alle semifinali di Coppa Italia dove perde solo davanti il grande Napoli di Maradona e Careca e porta in Italia una serie di stranieri che poi diventeranno giocatori di livello internazionale. Dunga, Simeone, Chamot, la scarpa d’oro Wim Kieft e il belga Klauss Berggren che poi continuò in Italia con Torino e Roma, insomma giusto qualche nome per far capire che Romeo Anconetani di calcio ci capiva. Ci capiva fino a quando non gli venne in mente la pazza idea di formare il Pisorno. Il “Presidentissimo”, infatti, propose di fare questa fusione tra Pisa e Livorno. Questa neonata formazione avrebbe avuto uno stadio da 40mila posti, con ristoranti, negozi, attività per il tempo libero e sarebbe nato a San Piero a Gardo, un comune in provincia di Pisa ma vicinissimo a Livorno. A metà strada fra le due città, quindi, con l’obiettivo di unire l’odio delle tifoserie trasformandolo in un nuovo miracolo sportivo.

Pisa Calcio e Livorno Calcio: un odio sportivo inestirpabile

Il campanilismo, però, nel calcio (fortunatamente) esiste e anche un’idea affascinante e avveniristica come quella di Anconetani ne avrebbe dovuto fare i conti. L’occasione per scaldare al popolazione alla nascita del Pisorno avvenne quando per una partita di Coppa Italia il Pisa provò a giocare a Livorno. L’Arena Garibaldi, il terreno di gioco dove disputavano le partite casalinghe i nerazzurri era indisponibile per via di alcuni lavori di ristrutturazione. Anconetani allora pensò bene di giocare il match all’Armando Picchi, la casa del Livorno. Il risultato fu una grande protesta nei giorni precedenti l’incontro e poi il giorno della partita dei veri e propri scontri fuori lo stadio tra le due tifoserie. Solo in quel moneto fu palese che il Pisorno era un progetto irrealizzabile e il sano odio sportivo tra Pisa e Livorno fu capito da tutti che è una cosa che non può essere mutata.

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