Quando Roberto Baggio lottò contro il tempo e vinse

Il ritiro di BaggioIl record più bello di Roberto Baggio non riguarda i gol fatti o le giocate, bensì la sua incredibile forza di volontà.

Roberto Baggio si è ritirato dal calcio giocato il 16 maggio del 2004. La sua carriera, però, poteva essere più breve. Poteva finire nel 2002, quando il suo ginocchio cedette per l’ennesima volta.

La gravità di quell’infortunio ci indusse a pensare che quella potesse essere la sua ultima partita giocata“. Così Roberto Perrone, procuratore del Divin Codino e suo amico fraterno, ricorda quel tragico giorno di dodici anni fa.

Parma, 31 gennaio 2002. Si gioca la semifinale di Coppa Italia. E’ pomeriggio ma fa molto freddo. Roberto Baggio ritorna dopo un infortunio muscolare – una banalità per lui – ed entra nel secondo tempo. Pochi minuti di gioco e accade l’imponderabile: un semplice cambio di direzione e il ginocchio sinistro cede. Un’altra volta.

Non so, a un certo punto ho sentito un dolore atroce, come una fucilata. Ho capito fin da subito che era qualcosa di serio, anche perché non riuscivo a piegare la gamba, era completamente bloccata“.

Il dolore è forte, ma non coinvolge solo l’articolazione. In quel periodo gli sforzi di Roberto Baggio erano tutti finalizzati alla realizzazione di un obiettivo: la convocazione ai Mondiali del 2002.

Dopo lo shock inziale, Baggio decide di tentare l’impresa. Guarire e riprendersi la nazionale. A convincerlo fu Roberto Perrone: “No, la tua immagine non può essere quella di un uomo con la faccia nel fango. Devi regalare un’immagine diversa  a chi ti ama e a chi ti sostiene. Già in questo risveglio in lui il desiderio di provarci e dire: sì, ce la posso fare”.

Pochi mesi lo separano dai mondiali. Pochi mesi per guarire. Due, tre al massimo per la precisione. Nell’intera storia del calcio si registrava un solo precedente: Marocchi del Bologna, guarito in 3 mesi.

A sostenerlo, anche i medici. Queste le parole del fisioterapista Gianni Nanni: “Aveva in mente una cosa molto precisa: fare l’ultimo mondiale della sua vita. Conoscendo Roberto per i test che avevamo fatto quattro anni prima, ed essendo consapevole della sua determinazione, dissi ai miei collaboratori: ce la può fare“.

Il resto è riasaputo. Baggio guarì in 76 giorni. Lavorando otto, dieci ore al giorno, ce la fece.

Un record assoluto. Giusto per dare un’idea dell’impresa, Ronaldo guarì da un infortunio analogo in otto mesi.

Memorabile il suo ritorno in campo durante Brescia-Fiorentina. Gol in rovesciata e un assist. Ma questa è un’altra storia…

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