L’Italia Under 20 del Mondiale 2009: la fine di quei protagonisti

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Chissà che fine avranno fatto quei giocatori. Il racconto delle loro storie e vicende dopo quel famoso Mondiale.

La nazionale giovanile Under 20 è la massima formazione, a livelli giovanile, che partecipa ad un mondiale. Dopo questa fascia d’età, infatti, c’è solo la coppa del mondo dei “grandi”. L’Italia, in questa categoria, non se la passa benissimo. Ha partecipato solo cinque volte e il suo massimo risultato sono i quarti di finale raggiunti nel 1987, nel 2005 e nel 2009. Poi qualche eliminazione al primo turno e, soprattutto, tante non partecipazioni.

Per esserci, infatti, bisogna fare bene nell’Europeo under 19 che si disputa l’anno prima e, a conti fatti, gli azzurrini non sono mai risultati così bravi.Di queste poche apparizione nel mondiale under 20 l’ultima, però, è stata particolarmente significativa. Otre ad aver eguagliato il massimo risultato raggiunto, l’Italia ha avuto l’onere di buttare fuori la Spagna, una delle più grandi favorite di quell’edizione (vinta dal Ghana e giocata in Egitto). Gli azzurri allenati dal CT Rocca vinsero 3 a 1 contro le furie rosse che, nelle loro file, erano infarciti di giocatori che attualmente rappresentano il gotha del calcio internazionale.

Il capitano era César Azpilicueta Tanco, difensore oggi passato in nazionale maggiore e titolare del Chelsea. Poi il terzino Jordi Alba Ramos, oggi al Barca, e sempre nel giro della nazionale.  Impossibile non citare Ander Herrera centrocampista rapidissimo comprato quest’estate dal Manchester United o Fran Merida che, seppur non ha rispettato l’aspettativa, ha giocato con Arsenal, Atletico Madrid e adesso è nelle fila dell’Atletico Paranaense in Brasile. Poi altri di quella rosa sono in Premier League, nella Liga spagnola o nei massimi campionati greci o italiani (come il centrocampista del Genoa Iago Falque). Insomma, quella Spagna di strada ne ha fatta nonostante la sconfitta nei quarti.

E gli italiani invece? Ecco, non sono riusciti ad essere all’altezza degli avversari. Vincenzo Fiorillo, doveva essere l’erede di Buffon e, invece, si ritrova a difendere la porta del Pescara in serie B. In quella partita aveva anche parato un rigore decisivo ai fine del risultati. Alessandro Crescenzi difensore e Claudio Della Penna centrocampista, entrambi all’epoca della Roma, si trovano il primo a Perugia nella serie cadetta, l’altro con il Palestrina in serie D reo anche di aver fatto un anno di inattività.

Fabio Sciacca, centrocampista, è in B con il Vicenza e fa la riserva. Andrea Mazzarani, capace di finire anche sul tabellino dei marcatori è alla Virtus Entella anche se di proprietà del Modena. L’attaccante Mattia Mustacchio, autore della doppietta che fece passare il turno all’Italia, è all’Ascoli in Lega Pro e quest’anno non ha ancora mai segnato. Gli unici che ce l’hanno fatta sono Giacomo Bonaventura del Milan che ha esordito anche in nazionale maggiore e Michelangelo Albertazzi, sempre ai rossoneri, ma molto meno considerato all’interno della rosa.

Se son rose fioriranno recita un adagio. Il problema che in questa Italia del calcio le rose non si annaffiano e anche se capaci di ottimi risultati si fa di tutto per farle appassire.

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