Lupa Roma squadra senza storia e senza tifosi

Lupa RomaLa storia della Lupa Roma, caso più unico che raro nel panorama calcistico italiano.

Si chiama Lupa Roma, ma come simbolo (oltre ad una stilizzazione di un’opinabile canide) ha anche l’aquila e come sede della partite non certo Roma. Questa squadra, iscritta al campionato di Lega Pro nel girone C, gioca infatti in provincia di Latina, ad Aprilia. Il “suo” stadio (che poi suo non è) si chiama Quinto Ricci e ha una capienza di circa 2000 spettatori.

Quando gioca la Lupa Roma i supporter non ci sono. La media spettatori casalinga è infatti pari a 585, il che vuol dire essere la peggiore squadra professionistica dalla serie A alla Lega Pro nella classifica del pubblico rapportato alla popolazione della città rappresentata. I seggiolini di questo stadio sono occupati, principalmente, da dirigenti e familiari dei calciatori e, quando ci sono squadre blasonate come accaduto contro il Lecce, dalla tifoseria ospite.

Insomma, una squadra senza tifo, senza stadio e – soprattutto – senza storia. La squadra getta le proprie radici, infatti, nel 2011 quando Alberto Cerrai decide di essere stufo della sua modesta carriera di pilota di vetture Gran Turismo (nel suo palmarés 5 vittorie in 47 gare) e ci prova con il calcio. L’oltre cinquantenne romano però non ha l’età e le capacità per provarci come calciatore, quindi, decide di optare la carriera di presidente (in realtà annovera anche qualche apparizione in panchina come allenatore in squadre giovanili).

Diventa il proprietario della squadra laziale Lupa Frascati, fa un campionato di Eccellenza e lo vince, l’anno successivo in piena lotta play off esonera l’allenatore Attilio Gregori e negli spareggi promozioni diventa lui il mister. L’esperienza in panchina e il sogno promozione però si fermano contro la Casertana. L’anno successivo non resta che ricominciare, ma questa volta la promozione non si può fallire. Prima di tentare la scalata ecco però la scelta di cambiare nome e sede alla società.

Nasce così la Lupa Roma che nella sua prima stagione di vita opta per degli improbabile colori giallorossi-biancoazzurri (quando il bipartisan sfiora il ridicolo) e come sede sceglie uno dei meno romani dei quartieri romani: l’Axa (un consorzio di villette a schiera nato negli anni ’70, famoso solo per avere il più grande drive in d’Europa che ora, ovviamente, è abbandonato). Discutibile omaggi capitolini di una formazione che gioca, però, anche in serie D in un altro comune. Questa volta è Fiumicino, lo stadio “Pietro Desideri” recita lo stesso copione di quest’anno: vuoto, senza tifo, con il solo rumore del pallone a rimbombare. Nonostante questo vince il campionato e, un po’ a sorpresa, riesce, addirittura, ad arrivare alla finale nazionale del Campionato Nazionale Dilettanti perdendo lo scudetto contro il Pordenone. Poco male il sogno dell’ex pilota diventa realtà: la sua creatura è nel calcio professionistico.

Oggi, come detto, la Lupa Roma è in Lega Pro le prime partite sono coincise con delle ottime prestazioni tanto da riuscire a spingersi fino al secondo posto. Il nuovo obiettivo, nella stagione 2014/2015, è mantenere la categoria. Un nuova aspirazione da raggiungere, quindi, per continuare ad aumentare l’ego del presidente Alberto Cerrai . L’unica cosa che può crescere in una squadra senza tifosi.

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