Ma Mingy: il primo cinese nel campionato italiano

Ma-Mingyu“Ma.. sì, bo! La campagna acquisti del Perugia” questo lo scetticismo con il quale venne accolto Ma Mingyu, primo cinese tesserato nella storia del calcio italiano.I cinesi sono un miliardo e mezzo, ci sarà pure un fenomeno? Ho cercato di portarlo qua” la frase con la quale il patron del Grifone presentò il giocatore, proveniente dal Sichuan Quanxing, lasciava già presagire al peggio. Ma Mingy era un centrocampista classe 1972 anche se fisicamente sembrava molto più vecchio. Nel 2000, secondo l’ufficio stampa del Perugia, avrebbe dovuto aver 27 anni. Fonti cinesi però dicevano che ne aveva già 32. Lo spogliatoio della squadra umbra, per tagliare la testa al toro, lo soprannominò “Nonno”. La sua faccia, in effetti, era piuttosto rugosa.

Le sue doti tecniche erano pessime. Lentissimo, macchinoso, sempre fuori dal ritmo dell’azione, 174 centimetri per 76 chili. Giocò solo due spezzoni di partita: un’amichevole precampionato e pochi minuti del primo turno di coppa Italia contro la Salernitana. “Faceva la doccia velocissimamente dopo l’allenamento, 3 minuti e usciva fuori lo spogliatoio. E poi nessuno ne sapeva niente fino all’indomani” questo dicevano i compagni che, con tutta la buona volontà, non riuscivano a farlo integrare.

A gennaio, visto che l’allenatore Serse Cosmi lo mandava sempre in tribuna, iniziò a lamentarsi. La sua avventura durò fino al termine della stagione e il sogno di poter esordire nel massimo campionato italiano rimase tale. L’anno successivo tornò in Cina e con la sua nazionale riuscì, perfino, a qualificarsi per il mondiale 2002 disputato in Giappone e Corea del Sud. In quella esperienza andò decisamente meglio, fu suo il primo tiro in porta della Cina in una coppa del mondo. Lo fece addirittura al Brasile, venne parato con grande facilità e i verdeoro vinsero la partita 4 a 0.

Anni dopo uscì una strana storia sull’acquisto perugino di Ma Mingyu. Sembrerebbe, infatti, che alla dirigenza del grifone venne segnalato un calciatore cinese molto promettente: Ma Lie Tie (che infatti finì poi all’Everton). Il dirigente, una volta arrivato in Cina, sapendo solo il cognome chiese di Ma… e gli presentarono il Ma sbagliato.

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