Massimo Taibi al Manchester United: dalla favola all’incubo

massimo-taibiMassimo Taibi, ex portiere Milan, Atalanta, Venezia, Piacenza, Torino e Reggina. Ma anche ex Manchester United. Purtroppo quella esperienza si trasformò, per lui, in una catastrofe. Ecco perché.

È l’estate del 1999 e Massimo Taibi è reduce da un’ottima esperienza con il Venezia in serie A. Con i lagunari è uno degli artefici dell’incredibile salvezza. Anche grazie alle sue parate, infatti, la formazione allenata da Walter Novellino riesce ad evitare il ritorno in B nonostante tutti la dessero per spacciata.

Merito anche di un Recoba giovanissimo ma già molto forte. A proposito, che fine ha fatto? Leggi questo articolo per scoprirlo.

In quello stesso anno, molto più su dalle parti di Manchester, sponda United, il fortissimo numero uno danese Peter Schmeichel invece appende gli scarpini al chiodo e i Red Devils, gioco forza, hanno bisogno di un nuovo estremo difensore. La scelta ricade, un po’ a sorpresa, proprio su Massimo Taibi.

Sir Ferguson vuole il portiere siciliano a tutti i costi, lo reputa ideale per il nuovo corso della sua squadra e sborsa per il suo acquisto la cifra di 18 miliardi di lire, non certo poco per un portiere. L’acquisto avviene negli ultimi minuti dell’ultimo giorno del calciomercato, poco prima che le liste UEFA, quelle relative alle iscrizioni dei giocatori nelle coppe europee,  fossero chiuse. Massimo Taibi non solo, quindi, sarò il portiere del Manchester United per il 1999/2000, ma lo sarà anche nella madre di tutte le competizioni: la Champions League.

Io a Old Trafford ero stato soltanto una volta in carriera – dichiarò Taibi una volta firmato il contratto – quando giocavo con il Piacenza e andammo a visitare il museo. Ora torno da giocatore e mai lo avrei immaginato”. L’entusiasmo iniziale, però, è destinato a durare poco.

L’esordio ufficiale non è una partita come le altre, si gioca Manchester UnitedLiverpool e l’ex portiere del Venezia si presenta nel peggiore dei modi. Cross alto dalla trequarti, uscita a farfalle e palla regalata a Hyppia che segna comodamente.  Nella ripresa, però, Taibi caccia fuori l’orgoglio e con una serie di miracoli degni di nota riesce a far vincere i suoi. La partita finirà 3 a 2 e il numero 26 dei Red Devils vincerà anche il premio “Man of the match”.

Prima partita al cardiopalma, seconda da infarto. Si gioca contro il Southampton, non certo una corazzata. Matthew Le Tissier calcia una palla centrale verso la porta del Manchester, un tiro che già chiamarlo così sembrerebbe un eufemismo. Una “mozzarella” che non può far paura all’esperto portiere italiano. Invece Taibi compie la regina di tutte le papere: pallone sotto le gambe che entra lentamente in porta. È l’inizio della fine. Da quell’incontro Sir Ferguson non lo considera più, viene ribattezzato il “Cieco di Venezia” e a gennaio ritorna in Italia nelle file della Reggina.

Nello stesso periodo, Buffon fece la parata migliore della sua carriera. Leggi quest’articolo per saperne di più.

Taibi concluderà l’esperienza inglese con 4 partite e 11 gol subiti e, anni dopo, venne eletto dai mass media britannici come il peggior portiere ad aver mai giocato in Premier League. A dirla tutta, in quei pochi mesi, vinse anche il titolo di campione del mondo grazie alla vittoria del Manchester Unite in Coppa Intercontinentale contro il Palmerais. Un trionfo che lui, ovviamente, si godé stando seduto comodamente in panchina.

Una brutta esperienza, che non gli rovinò del tutto la carriera – altri come Angelo Pagotto furono più sfortunati (leggi qui la sua storia) – ma che certamente lo ha segnato per molto tempo.

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