Milan Barcellona 1994: l’aneddoto di Tassotti

Milan Barcellona

Milan Barcellona 4-0, finale di Champions 1993-1994. Tassotti racconta un aneddoto e spiega il vero motivo della vittoria. 

Tra le partita che i tifosi rossoneri ricordano con maggiore entusiasmo figura Milan Barcellona 4-0, che valse la vittoria della Champions League 1993-1994. Un match che gli uomini di Capello giocarono divinamente ma che, evidentemente, non rifletteva i valori in campo. Quattro gol di scarto rappresentano un evento eccezionale, a questi livelli e con una posta in palio del genere.

Milan Barcellona 1994: l’errore fatale del Barcellona

L’evento eccezionale, se così si può chiamare, in effetti c’è stato. A raccontarlo è Mauro Tassotti in una recente intervista al famoso programma “Sfide”.

Stando alle parole dell’ex difensore, è stata tutta una questione di mentalità, di approccio alla partita. All’origine della debacle blaugrana, che i rossoneri seppero sfruttare a dovere, vi è stata una sicumera del tutto fuori luogo, la certezza di avere già in bacheca la coppa. Insomma, arroganza e presunzione avrebbero condannato il Barcellona.

Ecco il Tassotti-pensiero. “Sembrava che i giocatori del Barcellona avessero già fatto la foto con la Coppa. Erano stati anche un po’ presuntuosi e c’era anche un po’ di arroganza. La cosa ci caricò ancora di più”

Milan Barcellona 4 0: le formazioni

Non bisogna dimenticare che, tuttavia, il Milan era davvero forte. Come squadra e sistema di gioco certo, ma anche come singoli. E’ sufficiente dare un’occhiata alle formazioni per capirlo. Milan Barcellona, infatti, fu giocata con Sebastiano Rossi in porta; Tassotti, Galli, Maldini, Panucci in difesa; Boban, Desailly, Albertini a centrocampo; Donadoni, Massaro, Savicevic in attacco.

Una vera e propria corazzata, forse leggermente inferiore al Milan sacchiano (leggendarie le sfide scudetto contro il Napoli), ma pur sempre in grado di incutere rispetto e timore negli avversari. Sentimenti, questi, che il Barcellona non provò, pagando un prezzo molto caro, almeno a giudicare dalle dichiarazioni di Mauro Tassotti.

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