Milan-Napoli 1988: la partita che segnò il destino di Sacchi

Milan-Napoli 19883  gennaio 1988. Da quel Milan-Napoli i rossoneri morirono e rinacquero dalle proprie ceneri. Per diventare una delle squadre pià forti di sempre.

Ci sono partite che decidono una carriera. Quella di Sacchi – e di molti giocatori rossoneri – venne decisa nel corso di un Milan-Napoli.

In quei 90 minuti non la fenice, ma il Diavolo, morì e rinacque dalle sue ceneri.

3 gennaio 1988. Il Napoli si presenta a San Siro con lo scudetto nella maglia. Vorrebbe fare il bis – un bis storico – e i presupposti ci sono tutti. I partenopei dominano la classifica, Maradona fa il Maradona e il tridente Ma-Gi-Ca (formato dal Pibe, Giordano e Careca) fa razzia delle difese avversarie.

A -5, il Milan. Non è ancora il Milan di Sacchi, quello che ha vinto tutto. Fa già paura, sia chiaro, ma in un certo senso è ancora un cantiere in corso d’opera. Serve un battesimo di fuoco, un evento che faccia da spartiacque e rimanga nell’immaginario collettivo come nuovo inizio.

In pochi, quel freddo pomeriggio di gennaio, pensano che il Milan-Napoli che sta per iniziare sarà la partita della vita per Sacchi & co.

Non è stata una partita qualunque. A prescindere dal fatto che a scontrarsi erano tra i giocatori più forti del XX secolo (Maradona, Gullit, Van Basten), i 90 minuti furono caratterizzati da un caleidoscopio di storie e di esiti potenziali. Il Milan si trovava ora a -7, ora a -5, ora a -3 (la vittoria valeva 2 punti).

Un attimo prima, all’inferno; un attimo dopo al purgatorio e infine al paradisco.

Il Milan, infatti, si rese protagonista di una rimonta eccezionale, proprio contro la squadra (considerata) la più forte del campionato.

Ad aprire le danze, dopo appena dieci minuti,Careca, su imbeccata di Maradona.  (ovviamente). Rossoneri spacciati? Non per Arrigo Sacchi, che ordina ai suoi di aumentare il ritmo, alzare il baricentro e giocare di sovrapposizione.

Gli esterni salgono salgono in cattedra. L’asse sinistro Maldini-Evani funziona bene quanto l’asse destro Tassotti-Colombo. Il pareggio arriva già prima del 20′: Colombo dopo una fitta rete di passaggi beffa Garella. Poco dopo Virdis segna di rapina. Nel secondo tempo, poi, il Milan straripa con un gol di Gullit e un altro di Donadoni.

3 gennaio 1988, Milan-Napoli 4-1, la partita della vita. Il Milan dimostrò che la vittorio a Barcellona l’anno prima non era stato un caso e che il calcio mondiale poteva avere un nuovo re. In quei 90 minuti nacque la leggenda.

Ah, ovviamente in quell’anno lo scudetto lo vinse il Milan.

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