Oggetto: Rettifica delle circostanze riferite nell’articolo pubblicato il 3 febbraio 2017 da parte del sig. G. Briganti

Oggetto: Rettifica delle circostanze riferite nell’articolo pubblicato il 3 febbraio 2017 da parte del sig. G. Briganti —

L’articolo pubblicato sul sito “www.ceraunavoltailcalcio.it” il 3 febbraio 2017 ed intitolato “Michele Padovano, dalla Champions al carcere: cosa fa ora” riportava circostanze destituite di qualsiasi fondamento di verità nei confronti di M. Padovano. Ed in particolare, A) il sig. Padovano non è stato condannato irrevocabilmente alla pena di 8 anni e 8 mesi di reclusione (ma soltanto in primo grado, ed è ancora in attesa di giudizio di appello) e, per questo motivo, non è rinchiuso in nessun carcere e non può essere definito, come è stato fatto nel predetto articolo, “un delinquente”. B) Il sig. Padovano, inoltre, non è in alcun modo coinvolto, come lasciato intendere nell’articolo in discorso, nella morte del suo ex compagno di squadra Donato Bergamini, scomparso il 18/11/1989 a Cosenza. C) Né risulta neanche da alcuna vicenda giudiziaria che Padovano sia stato fermato a Cosenza dalla Polizia “per faccende di droga”, e quindi rilasciato perché “era intervenuta la dirigenza della società”, così come avrebbe riferito il padre di Bergamini. D) Le parole offensive e denigratorie che avrebbe pronunciato il padre Mark Iuliano nei riguardi di Padovano – e riferite nell’articolo – sono già state oggetto di querela, per cui pende avanti il Tribunale di Salerno (R.G.N.R. nr. 12614/2012) il processo penale, con prossima udienza dibattimentale fissata per il 9 novembre p.v.

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