Parma, la prima esperienza di Arrigo Sacchi

arrigo-sacchi-parmaArrigo Sacchi ha iniziato la sua carriera nella panchina del Parma. Era la stagione 1985/96 e la squadra emiliana era addirittura in serie C.

Il Parma è appena retrocesso dalla serie B, nella serie cadetta il presidente Ernesto Ceresini ha cambiato ben 3 allenatori (Marino Perani,  Pietro Carmignani e Silvano Flarobea) e in questa nuova annata l’obiettivo dichiarato è risalire subito. Insieme al direttore sportivo Roberto Sogliano individuano nel tecnico Arrigo Sacchi il nome giusto per centrare la promozione.

Sacchi era reduce dalla sua “prima” panchina professionista. Dopo le esperienze con le giovanili di Cesena e Fiorentina, era finito al Rimini, sempre in serie C, dove aveva stupito tutti per il tipo di gioco espresso da quella squadra.

L’allenatore di Fusignano, quindi, finisce in Emilia per ribadire quanto di buono aveva fatto intravedere e, soprattutto, per risalire subito in B. In quel Parma in difesa c’è Gianluca Signorini (diventerà una bandiera del Genoa), sulla corsia laterale Roberto Mussi (lo stesso che poi Sacchi chiamerà al mondiale ad USA ’94) a centrocampo Roberto Bordin (mediano con centinaia di presenza in A che poi militerà anche con Napoli e Atalanta) e in attacco Alessandro Melli che sarà il bomber di riferimento del Parma di Nevio Scala.

Il campionato parte subito con piede giusto, nel segno del domino. Il Parma di Sacchi conquista la serie B con largo anticipo e conclude la stagione in testa: è promozione, come voleva il presidente. Il calcio di Arrigo funziona e, l’anno successivo, sempre a Parma sfiora qualcosa di impensabile: una nuova promozione. Questa volta la scalata che avrebbe portato agli spareggi per il salto nella serie A viene mancata per una manciata di punti. Tutti ciò però rappresenta comunque un ottimo risultato dato che l’obiettivo di inizio stagione era solamente la salvezza.

In questo secondo anno il Parma sacchiano riesce anche a compiere un’impresa. Sono gli ottavi di finale della Coppa Italia e gli emiliani incontrano il Milan appena comprato dall’imprenditore Silvio Belusconi. A Meazza arriva la vittoria per 1 a 0 con gol di Mario Bortolazzi e, nel ritorno, lo 0 a 0 permette al Parma di passare il turno. Berlusconi sugli spalti si innamora di quell’allenatore.

Un calcio totale che ricorda l’Olanda di Cruijff: pressing, possesso palla, tattica del fuorigioco. Sacchi impone il proprio gioco sia in casa che in trasferta cercando sempre di arrivare alla vittoria. Anche se davanti ha il Milan. Sono questi gli aspetti che lasciano esterrefatto  il patron della squadra rossonera che farà di tutto, riuscendoci, per portare quell’allenatore sulla sua panchina.

Arrigo Sacchi, negli anni successivi, diventerà un maestro e il suo Milan vincerà tutto. Il Parma, invece, salirà in serie A trasformandosi in  un’ottima squadra capace vincere in Europa e anche di competere per lo scudetto. Arrigo Sacchi e Parma si rincontreranno ancora. È il 2001, l’ultima avventura in panchina per l’allenatore romagnolo. Firma del contratto il 9 gennaio, ma il 31 dello stesso mese già rassegnate  le dimissioni. “Troppo stress, non voglio più allenare” fu la dichiarazione di un tecnico che proprio da queste parti iniziò e terminò la sua incredibile carriera.

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