Perché Baggio è buddista?

Baggio e il buddismo

Baggio e il buddismo. L’origine di un legame che incuriosisce da sempre giornalisti e tifosi. 

Roberto Baggio è stato un calciatore eccezionale da molti punti di vista. La pecora nera, o la mosca bianca, in un contesto che fa del conformismo il suo tratto peculiare. Non solo per il modo in cui calciava in pallone, ma anche per la sua vita fuori dal campo. Un esempio? La fede buddista.

Baggio e il buddismo. Un binomio strano, che fin da subito ha colpito l’immaginario di tifosi, giornalisti, addetti ai lavori. Un binomio visto all’inizio come una stravaganza, ma che ha saputo col tempo fornire indizi sulla profondità dell’uomo che si celava dentro il calciatore.

Roberto Baggio e il buddismo

Perché Baggio è diventato buddista? Quando è scoccata in lui la scintilla della fede? E’ il 1987 e il Divin Codino è alle prese con un grave infortunio al ginocchio, che rischia di pregiudicare la sua ascesa in quanto occorso durante le prime partite giocate in serie A.

Galeotta fu la proposta di un suo amico, Maurizio, buddista da molto tempo. Lo racconta lui stesso nel documentario Io che sarà Roberto Baggio. “Lui comincia a incuriosirsi del Buddismo durante i primi problemi con il ginocchio. Un giorno gli dissi: ‘ti posso parlare di una cosa che mi ha fatto stare bene?’. Gliene parlai, poi sparì. Dopo qualche settimana mi chiamò e mi disse: ‘il primo giorno dell’anno sono da te’ (festività importante per il buddismo ndr)“.

A raccontare il seguito è Baggio. “Il 1° gennaio 1988 sono andato a casa di questo mio amico e insieme abbiamo cominciato con la pratica. Mi ero dato sei mesi di tempo per capire se era qualcosa che mi poteva aiutare”. 

Roberto Baggio si appassiona presto di buddismo. La fede fa infatti nascere in lui una convinzione: “Avevo finalmente che tutto dipendeva chiaramente da e, che potevo indirizzare io il mio futuro”.  

Il buddismo di Roberto Baggio

Il campione di Caldogno vanta quasi trent’anni di pratica. Il rapporto tra Baggio e il buddismo segue binari molto tradizionali. Aderisce infatti al Soka Gakkai, una corrente nata negli anni Trenta in Giappone ma che si rifà ai rituali del XII secolo. Essa concepisce la fede come un fattore di cambiamento interno ed esterno. Il buddismo, in questa particolare visione, non si limita ad influenzare pensieri e sensazioni ma plasma i rapporti interpersonali, la carriera, la vita reale. Convinzione, questa, che emerge anche dalle parole di Baggio.

“La pratica mi ha aiutato soprattutto a chiarire i miei obiettivi. La testa ci porta dove vuole, siamo comandati dalle nostre emozioni. Però non sempre sono giusti per la nostra vita. Il buddismo mi aiuta a chiarire quali emozioni assecondare e quali abbandonare”.

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