Perchè Falcao scelse la Roma

il falcao di romaStoria, retroscena e curiosità del leader indiscusso della Roma negli anni 80′: Paulo Roberto Falcao.

Un proverbio ebraico afferma che ogni ritardo è un bene per l’umanità. A Roma potrebbero convenirne, se si pensa che il ritardo nell’acquisizione di Zico, spinse nella capitale un certo Paulo Roberto Falcao.

E’ l’estate del 1980 e la Roma di Dino Viola, appena premiata dalla terza Coppa Italia vinta in finale contro il Torino, si appresta a dare nuovo vigore alle proprie ambizioni cercando di sfruttare la possibilità aperta dalla riapertura delle frontiere

Il nome che circola con insistenza è quello di Zico, fortissimo attaccante del Flamengo che i tifosi giallorossi sognano apertamente.Viola si mette all’opera per cercare di realizzare il colpaccio, ma ben presto si deve rendere conto che l’operazione di presenta estremamente complicata. Il Flamengo, infatti, non vuole assolutamente privarsi di quello che è considerato il crack del calcio verdeoro e per farlo occorrerebbe presentare una offerta fuori mercato.

Alla fine, il numero uno giallorosso decide di ripiegare sul secondo nome della lista consegnatagli da Nils Liedholm, Paulo Roberto Falcao. Il centrocampista dell’Internacional di Porto Alegre è già molto noto nel nostro paese, in quanto le sue imprese sono state ampiamente divulgate dai filmati propagati da alcune antenne private. Si tratta di un cerebro, un regista capace di unire qualità e corsa a non finire, di cui si è già parlato per un possibile sbarco a Milano, sponda rossonera. Quando trapela l’intenzione di Viola, a Roma si reagisce con una certa delusione, ma poi il ritardo relativo a Zico si trasformerà in una vera benedizione per la squadra capitola. Roma Falcao diventerà infatti un binomio inscindibile, un simbolo di numerosi successi.

Falcao, infatti, non appena sbarcato a Fiumicino fa capire di essere tutt’altro che un ripiego. In poche settimane il Divino prende per mano la squadra, con un gioco di piglio europeo che si adatta perfettamente alla nostra Serie A. Forte nella costruzione del gioco, aggiunge doti difensive affinate da un senso tattico sopraffino. Inoltre, all’occorrenza sa inserirsi all’attacco, per concludere da par suo l’azione. Il campo per lui non finisce in pochi metri, tanto che lo si può vedere tamponare l’azione avversaria e un attimo dopo lanciarsi all’attacco. La tifoseria romanista si innamora perdutamente di lui e viene ripagata con prestazioni che ne fanno il vero leader di una squadra in cui pure le grandi individualità non mancano

Con l’arrivo dello scudetto, il secondo nella storia giallorossa, il rapporto Roma Falcao sembra farsi inscindibile. Poi, però, arriva la terribile notte in cui la Roma perde la Coppa dei Campioni nella finale con il Liverpool, disputata all’Olimpico. Proprio il brasiliano decide di non tirare uno dei rigori decisivi, anche perché il ginocchio, dopo un fallaccio di Briaschi, non tiene più. La sua decisione non gli sarà mai del tutto perdonata e quando i postumi dell’infortunio ne limitano il rendimento, Dino Viola decide che è arrivato il momento di lasciarlo partire in favore di Boniek.E’ la fine di un’epopea, che i tifosi di mezza età della Roma ancora rimpiangono ad occhi aperti.

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