Pierluigi Casiraghi e quell’infortunio maledetto

Casiraghi, infortunioPierluigi Casiraghi, bomber di razza ex Juventus e Lazio, ha smesso a giocare a calcio a soli 29 anni a causa di un terribile infortunio.

Nell’estate 1998, il bisontino brianzolo approda al Chelsea. I blues, all’epoca, non erano la squadra fantasmagorica di questi anni. Solo una buona squadra dove giocano anche altri italiani: Roberto Di Matteo, Gianluca Vialli e Gianfranco Zola. Casiraghi viene da un ultimo anno alla Lazio non esaltante e ha bisogno di un riscatto. L’avventura a Londra sembra il terreno fertile dove provare a ritrovarsi. L’arrivo in Inghilterra coincide subito con la vittoria della Supercoppa Europea contro il Real Madrid.

Ad ottobre arriva anche la prima rete (bellissima) non in uno stadio qualsiasi, ma all’Anfield Road il tempio del Liverpool. Ha la maglia numero dieci sulle spalle e i tifosi iniziano ad apprezzarlo, il suo stile di gioco si sposa benissimo con il modo di intendere il calcio d’oltre manica. L’8 novembre 1998 però tutto quello che di buono stava nascendo viene stroncato dal portiere del West Ham Shaka Hislop.

Il Chelsea gioca in trasferta. All’Upton Park, a fare gli onori di casa, ci sono gli “Hammers”. Dopo appena 4 minuti è proprio il West Ham ad andare in vantaggio, una doccia fredda per Vialli & co. che in qualche modo devono superare. I Blues provano a reagire e al 20esimo, in un’azione d’attacco, Pierluigi Casiraghi prova a sfondare in area avversaria. Quello che sfonda è, però, il suo ginocchio che a causa di un energico contatto con l’estremo difensore  avversario si rompe. Capiscono tutti che l’infortunio è grave, ma nessuno avrebbe pensato che quella barella che allontanava l’attaccante dal campo sarebbe coincisa con la fuoriuscita assoluta di quel giocatore dal mondo del calcio.

Iniziano, infatti, una serie di interventi chirurgici per provare a ricostruire il ginocchio sinistro. La rottura del legamento è notevole. Dieci volte sotto i ferri in meno di venti mesi, ma la situazione non migliora. “Potrei sostenere un esame di medicina –dichiarò l’attaccante – senza aver mai studiato”. Il Chelsea ad un certo punto però capisce che non c’è proprio nulla da fare e decide di licenziarlo. Le 25.000 di sterline che gli vengono date a settimana, infatti, sono una spesa insostenibile e, soprattutto, il verdetto dei medici non ha giri di parole: Casiraghi è zoppo, non tornerà mai più a giocare.

Purtroppo, anche dopo esser stato licenziato e aver tentato di recuperare in modo autonomo dall’infortunio, Casiraghi è costretto ad ammettere la sua sconfitta peggiore, come calciatore dovrà considerarsi per sempre un ex.  Un talento finito troppo presto. “Quel portiere era un vero bestione – raccontò in un’intervista rilasciata in quel periodo maledetto – in una sola volta ho pagato tutte le botte che ho tirato in quattordici anni di carriera. E, visto il risultato, devo averne date davvero tante…”.

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