Piovaccari, snobbato in Italia ma bomber in giro per l’Europa

piovaccariFederico Piovaccari zero presenze in serie A, ma una valigia piena di gol.

Una carriera di alti e bassi è quella di Federico Piovaccari, attaccante lombardo con un passato in squadra di mezza Italia. Da un biennio però il 30enne, ancora di proprietà della Sampdoria, sembra aver finalmente trovato il suo equilibrio che al basso preferisce indubbiamente l’alto. Prima di parlare del presente è però doveroso soffermarsi sul passato.

Il “Pifferaio”, questo il soprannominato dato dal figlio, muove i primi passi tra le giovanili di Pro Patria e Inter. Poi un grande girovagare, parte dalla Lega Pro con Vittoria e San Marino, dove in due stagioni segna 23 reti. Pronto per la B sembrerebbe e, allora, a 22 anni si ritrova titolare con la Triestina: gloriosa piazza, tante aspettative e pochi golo (solo 5).

Da qui un lento declino che, transitando dal Treviso, lo riporta ancora in Lega Pro: destinazione Ravenna. In Emilia Romagna ritrova la continuità, tanto che dopo una stagione è mezza viene richiamato nella categoria cadetta. Questa volta niente pressione, la sua squadra è il Cittadella, società che da sempre ha la nomea dell’isola felice. Così felice che Piovaccari esplode come mai prima d’ora: 23 gol e il titolo di capocannoniere.

L’attaccante non sembra riuscire a stare nelle piccole realtà, lui vuole la pressione di una “grande” che, in questo caso, si chiama Sampdoria. Con i blucerchiati deve essere l’uomo della pronta risalita in A e, invece, anche questa volta il bomber fallisce e, addirittura a gennaio, viene mandato in prestito. Da qui inizia un periodo mediocre, 3 società in 12 mesi: Brescia, Novara e Grosseto con un bottino di 44 presenze e 11 gol. Piovaccari sa che può fare di meglio, molto di meglio.

L’attaccante ha 29 anni ora è maturo è vero, mai però si sarebbe immaginato di finire addirittura in Champions League. L’occasione, infatti, viene dall’est. Lo Steaua Bucarest lo vuole a tutti i costi. Il ragazzo, nato a Gallarate, non ci pensa troppo, prende bagagli e famiglia e si trasferisce in Romania. Un Inizio non affatto traumatico, dimostra anzi subito una certa dimestichezza sia con il loro modo di intendere il calcio, ma anche con la lingua che mastica in modo decente già dai primi giorni.

Diventa il primo giocatore italiano ad esordire nella Liga I, la serie A romena lui che in quella italiana di serie A non ci ha giocato neanche un minuto. Il sogno è destinato a continuare: debutto nei preliminari di Champions League e, nel ritorno in trasferta con il Legia Varsavia, anche la rete capace di far accedere alla fase finale. Piovaccari in Romania è amatissimo e si diverte, tanto è vero che ancora oggi nella sua pagina facebook scrive spesso in romeno salutando i suoi vecchi tifosi. Già, vecchi. Dopo 43 presenze, 16 gol (di cui 4 in Champions League), una supercoppa e uno scudetto fa ancora i bagagli.

All’inizio di stagione della stagione 2014/2015 arriva una nuova eccitante chiamata che fa rima con Liga spagnola. La Sampdoria, è bene ricordarlo ancora proprietaria del cartellino, lo gira alla formazione neopromossa dell’Eibar. Una squadra basca che da quest’anno è per la prima volta nella massima serie iberica.

Una nuova avventura per questa società che ha rischiato anche di infrangersi contro una norma della federazione spagnola che vuole ogni club di neopromosso debba avere un capitale pari al 25% delle spese medie di tutte le altre squadre della categoria, pena la retrocessione. Alla fine ce l’hanno fatta, proprio come Piovaccari, il “pifferaio” con la valigia, che alla quinta giornata ha fatto anche il suo primo centro in questo ennesimo capitolo della sua vita sportiva.

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