Pirlo e De Rossi fuori dalla Nazionale? Storia degli esclusi di lusso

Italy v Uruguay: Group D - 2014 FIFA World Cup Brazil

Pirlo e De Rossi fuori da Euro 2016? Una bestemmia, un sacrilegio. Anche negli sproloqui, però, a volte è possibile individuare un po’ di logica. Ed è proprio questo il caso.

Andrea Pirlo e Daniele De Rossi, le ragioni di una esclusione probabile

I due centrocampisti, se ci si focalizza sull’anagrafe, sono vecchiotti. Il Maestro ha quasi 37 anni, Capitan Futuro ne ha quasi 36. Se si guarda il campo, allo stesso modo, le cose non vanno meglio. Andrea gioca in un campionato poco competitivo (e non sta facendo sfaceli); Daniele è protagonista di un’annata così così con la Roma. A questo punto potrebbe essere solo una questione di nomea, o di spogliatoio. Motivazioni che potrebbero risultare poco soddisfacenti per Antonio Conte.

Sia chiaro: non sono elucubrazioni da domenica pomeriggio. A lanciare il campanello d’allarme è stata la Gazzetta dello Sport, che ha raccolto pareri e voci di corridoio nell’ambiente azzurro. Se le cose continuassero così, Conti opterebbe per altri giocatori. Anche perché, per ora, sulla mediana titolare troviamo saldamente Verratti e Marchisio, rispettivamente 30 e 24 anni (da compiere).

Pirlo Baggio e l’esercito degli esclusi

Se accadesse l’imponderabile (abbastanza ponderabile a dire il vero) non sarebbe certo la prima volta. La Nazionale ha visto esclusioni di lusso ben più scioccanti, a volte inspiegabili, se non con dissidi personali allenatore-giocatore o con pregiudizi tecnico-tattici degli allenatori stessi.

Il caso più eclatante è quello di Roberto Baggio. A 35 anni, il Divin Codino sognava il quarto mondiale (Giappone Corea 2002). (Qui trovi i particolari di questa storia). Un sogno interrotto da un infortunio, che, caso unico nella storia dello sport, risolse in un terzo del tempo mediamente necessario. Tornò, segnò ancora ma Trapattoni non si fidò delle sue condizioni. Tra lo sconcerto generale, gli preferì gente come Delvecchio e Di Livio.

Più recentemente, a bruciare furono le esclusioni di Giuseppe Rossi, Antonio Cassano e Christian Panucci. Il talento italo-americano fu escluso nel 2010 e nel 2014; la prima volta per un annata così così (giustificabile, vista la recente morte del padre), la seconda volta perché – è proprio una fissa degli allenatori – di ritorno da un infortunio. Una scelta che apparve scandalosa, vista la pochezza dell’attacco italiano. Il genio di Bari Vecchia, invece, fu sempre escluso da Lippi per dissidi personali, in particolar modo in occasione dei mondiali in Sud Africa 2010, quando andammo all’avventura con Gilardino e Iaquinta. Stesso discorso per Christian Panucci, che però fu escluso da Germania 2006. Possiamo solo immaginare il suo rammarico.

La storia degli esclusi prosegue negli anni Novanta, e conta nomi se possibile ancora più eccellenti. Nel 1994 Gianluca Vialli, in rotta di collisione con Sacchi, non venne convocato per i mondiali negli Stati Uniti. L’attaccante dichiarò addirittura di tifare contro gli Azzurri. Nel 1998, sempre in occasione della competizione iridata, vennero lasciati fuori Casiraghi e Zola. Brutto, ma comprensibile, se si guarda l’attacco dell’epoca: Vieri, Del Piero, Baggio, Inzaghi. Non c’era proprio spazio.

Anche gli anni Ottanta raccontano storie particolari. Quella più interessante è di Roberto Pruzzo. L’attaccante romanista ha sempre conquistato il titolo di capocannoniere (tra gli italiani) negli anni dei mondiali, ma non venne convocato né per il 1982 né per il 1986. Perché? Non piaceva tatticamente. Provate a dirglielo a uno che ha fatto 106 gol in 240 partite.

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