Reggina 1999-2000: la matricola ammazza-grandi

Reggina

Al primo anno di serie A, la Reggina riuscì a inanellare importanti risultati con le grandi del campionato. 

La Reggina sta cercando faticosamente di risalire la china, dopo aver assaggiato l’amaro fiele del fallimento societario e una stagione tra i dilettanti. Lo scopo della nuova dirigenza è rendere onore alla storia della compagine calabrese, autrice di alcune annate indimenticabili.

Il riferimento è alla stagione 1999-2000, che ha visto la Reggina esordire in serie A. Da matricola, non solo si è salvata con un certo anticipo ma si è fatta apprezzare nella inedita veste di “ammazza-grandi”.

Juventus, Fiorentina, Roma (soprattutto), Milan, Parma, Inter… Sono state vittime degli amaranto i quali, vincendo o pareggiando fuori casa, hanno sovvertito i pronostici.

Certo, la squadra era forte. La città poteva contare su un giovanissimo Pirlo (autore di alcuni assist stupendi) ma anche su Baronio, Possanzini, Kallon, Cirillo e Morabito. Non va sottovalutato l’entusiasmo espresso dalla tifoseria, in grado di elevare i giocatori a un livello superiore alle singole abilità individuali.

Di quella stagione si ricorda, per esempio, l’1-1 in casa della Juventus alla prima giornata, con un imberbe Kallon che rispondeva alla rete di Inzaghi. Storico anche il 2-2 con la Fiorentina di due settimane dopo, soprattutto se consideriamo che i viola avevano concorso per lo scudetto nella stagione passata.

Stesso risultato, a distanza di un mese, con il Parma. Marcatori: Pirlo e Crespo, in quello che col senno di poi è apparso come uno scontro tra presente e futuro. Inchiodate al pareggio anche la Lazio e l’Inter.

Le partite che vengono ricordate con maggiore nostalgia sono due. La prima è il 2-2 a San Siro con il Milano. La partita è stata decisa da un episodio più unico che raro: un portiere esordiente e poco più che ventenne - Belardi – para un rigore a uno dei migliori attaccanti del pianeta – Shevchenko. Se consideriamo che il salvataggio è avvenuto a ridosso del 90esimo, si può ben capire perché questa partita sia rimasta nel cuore dei tifosi.

Infine, Roma-Reggina 0-2. Esatto, gli amaranti sono riusciti a battere i giallorossi in casa al loro primo anno di serie A e con due gol di scarto. Memorabile la corsa di Cirillo, difensore che non ha mai brillato per piedi buoni eppur autore di un tiro imprendibile all’angoletto.

Di quella stagione incredibile rimangono ricordi di imprese inaspettate, ma anche l’entusiasmo di un gruppo di esordienti che, spinti da una intera città, hanno tenuto alto il nome di una terra troppo spesso dimenticata.

E poi, non dimentichiamolo, quell’esperienza è stata il trampolino di lancio per uno dei giocatori migliori di tutti i tempi: Andrea Pirlo.

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