Rudi Voller, il tedesco volante che rischiò grosso per una siringa

Voeller e la siringaRudi Voeller fu uno degli attaccanti migliori che la Roma abbia mai avuto. Una siringa rischiò di metterlo fuori gioco.“Vola, tedesco vola, sotto la curva vola, la curva s’innamora, tedesco vola”. Qualcuno ricorderà questo motivetto che è stato un vero tormentone all’inizio degli anni ’90 nella celebre Curva Sud dell’Olimpico. Eppure, il destinatario di quella canzone, Rudi Voller, ha rischiato di non diventare mai l’idolo della tifoseria romanista e non per colpa sua.

E’ l’estate del 1987, quando Dino Viola da’ vita ad un vero colpaccio, portando nella capitale il centravanti della nazionale tedesca. Di lui si era già parlato in passato come possibile acquisto del Milan, senza che se facesse nulla e quando Viola si presenta con solidi argomenti al Werder Brema, l’affare si conclude rapidamente. Voller è il classico falco da area di rigore, capace di mettere a segno 97 reti nelle 137 gare disputate con il Werder, una media che la dice lunga sulle sue capacità.

Arrivato a Roma, inizia alla grande e i superlativi si sprecano, ma poi dopo poche settimane si blocca del tutto. Nel corso di una gara della sua nazionale, infatti, gli praticano una iniezione che avrà conseguenze nefaste per tutta la stagione. I tifosi, che non sanno cosa sia successo, lo bollano presto come un bidone e quando arriva Renato, nell’estate successiva, sono in molti a pensare che finalmente è arrivato un vero crack. Ben presto, però, le parti saranno invertite: Rudi, infatti, inizia a giocare da par suo e a dare vita ad una interessante evoluzione che ne fa un giocatore completo, mentre Renato dopo un avvio folgorante declina senza mezzi termini.

E’ proprio Voller, in un momento non facile per la Roma a caricarsi i compagni sulle spalle, volando a ripetizione sotto la curva palla al piede in una serie di incursioni che riempiono gli occhi di una tifoseria alla ricerca di nuovi eroi dopo la cessione di Falcao e Cerezo. Lui, da parte sua, non si fa pregare e la Sud inizia a intonare ad ogni volata quella canzoncina, a volte per tutta la gara, senza mai fermarsi. In effetti il tedesco segna di meno, anche perché il calcio italiano è più complicato, ma il suo rendimento è eccezionale.

Per anni sarà il destinatario indiscusso dell’amore della Curva Sud, sino all’estate del 1992, quando Ciarrapico termina la sua opera di demolizione di quanto gli era stato lasciato in dote da Viola cedendolo al Marsiglia. Lui se ne va con il cuore a pezzi, salvo ricordarsi dei suoi ex tifosi dopo aver vinto la Coppa dei Campioni contro il Milan, a Monaco di Baviera, dedicandogli il trionfo.

Tornerà all’Olimpico nell’agosto del 2004 per sostituire Cesare Prandelli sulla panchina della Roma, ma stavolta non avrà occasione di volare a causa delle lacune di una squadra appena privata di Samuel e Emerson e ormai in fase di ricostruzione. Per i tifosi della Roma rimarrà comunque per sempre il tedesco volante.

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