Sebastian Pascual Rambert: il primo flop dell’Inter di Moratti

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L’Inter del presidente di Massimo Moratti di colpi mercato sbagliati ne ha fatti tanti. Il primo è datato 1995, quando nel mercato estivo comprò l’argentino Sebastian Pascual Rambert.Questo sudamericano arrivò dal sua paese insieme a Javier Zanetti. Dei due, però, quello che aveva maggiori aspettative era proprio il primo. Rambert era un attaccante, famoso in patria per esultare facendo dopo ogni rete il gesto dell’areoplanino. Un marchio di fabbrica tutto suo (quello di Montella verrà molto tempo dopo) tanto da meritarsi il soprannome di “Avioncito”. Ha, inoltre, già debuttato con la nazionale dove ha segnato 4 gol in 8 presenze. I tifosi sognano, ma Sebastian il campo non lo vede mai.

L’attaccante, infatti, non riesce a scendere in campo per via della norma dell’epoca che prevede solo 3 stranieri schierabili. Nell’undici neroazzurro a sinistra c’è un certo Robert Carlos, nella mediana l’intoccabile Paul Ince. L’ultimo posto disponibile devono, quindi, giocarselo i due argentini. Una sfida fra ultimi arrivati. Da un lato Il quotato Rambert, dall’altro lo sconosciuto Zanetti che, oltre alla faccia da bravo ragazzo, non esalta poi così tanto i tifosi. A vincere il duello, contro ogni pronostico, è quest’ultimo. Il difensore, infatti, sorprende tutti: dribbling, fiato, grinta. Diventa titolarissimo e – nel tempo – si trasformerà in idolo, capitano e bandiera del popolo interista.

Avioncito, nel corso della stagione, non riesce a ribaltare le gerarchie. Trovare spazio in campo diventa sempre più difficile. L’occasione si chiama Coppa Uefa. Nel ritorno del primo turno, infatti, l’Inter deve gestire l’1 a 1 maturato in Svizzera contro il modesto Lugano. Sebastian Rambert è dentro dal primo minuto, bastano due risultati su tre, è la sua grande occasione. Purtroppo però le luci a San Siro questa volta non si accendono. L’argentino gira a vuota tanto da essere tolto al nono minuto della ripresa. La partita proseguirà ancora peggio con il gol degli elvetici e l’eliminazione dell’Inter, ma questa è decisamente un’altra storia.

Rambert è bocciato e il prato verde, tralasciando i 68 minuti giocati contro il Fiorenzuola (squadra di serie C) in Coppa Italia, non lo vedrà più. A gennaio “Avioncito” prende il volo per la Spagna. Finisce al Real Saragozza e anche lì è una mezza delusione. Tornerà in Argentina e con alterne fortune si ritirerà prematuramente a 29 anni quando l’ennesimo infortunio lo mette fuori gioco.

Non certo un fenomeno, forse neanche un bidone. Quello che è certo che questo Rambert fu il primo acquisto sbagliato dell’era Moratti: il primo “pacco” di un’infinito magazzino.

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