Stefano Bensi, il lussemburghese più forte è umbro

stefano-bensiStefano Bensi è un giocatore del Lussemburgo, nato l’11 agosto 1988 ed è uno dei nomi di riferimento della sua nazionale. Il giocatore del CS Fola Esch, squadra con la quale ha vinto anche uno scudetto nel 2013/14, ha però sangue italianissimo e più precisamente umbro, suo padre è infatti di Gualdo Tadino.

Cosa ci fa un gualdese in Lussemburgo? Gioca a calcio e anche bene. La città in provincia di Perugia ha, inoltre, un legame particolare con la piccola nazione e il gioco del pallone. Bensi non è, infatti, il primo calciatore originario di quei posti ad emergere in questo sport. La comunità di Gualdo Tadino, negli anni 50, è emigrata in massa cercando fortuna nell’unico granducato riconosciuto al mondo. C’è chi ci riuscì con sacrifici e chi, invece, dotato di un talento si ritrovò ad essere un calciatore.

René Pascucci, Jean Pierre Barboni e i fratelli Saltutti sono, ad esempio, solo tre celebri nomi del calcio lussemburghese che hanno origini di Gualdo Tadino. Hanno giocato a cavallo degli anni ’60 e ’80, costruendo belle pagine dello sport di questa nazione.

Tornando a Stefano Bensi, quindi, è solo l’ultimo atleta a portare in alto il testimone dell’italo-lussemburghesità. Giocatore agile, quest’anno è arrivato secondo al premio che puntualmente la stampa nazionale assegna al giocatore migliore del campionato di Lussemburgo. A vincerlo è stato i bosniaco Sanel Ibrahimovic che non ha nessuna parentela con il più famoso Zlatan. Bensi si è dovuto accontentare della piazza d’onore, dopo però aver conquistato il riconoscimento nel 2013 .

La carriera di questo “umbro” d’oltre confine è un crescendo continuo. È vero nel piccolo stato il livello non è alto, ma anno dopo anno le prestazione di Bensi l’hanno fatto diventare titolare irremovibile della propria nazionale.

In nazionale, inoltre, per due volte ha incontrato le sue origini. La prima fu quando nel 2009, a Novara, gli under 21 di Italia e Lussemburgo si affrontarono per una partita di qualificazione per l’Europeo (nella foto Bensi e Balotelli).  Vinsero, neanche a dirlo, gli azzurri. “In quella squadra già spiccava Balotelli – raccontò Bensi alla stampa italiana – segnò un gol: era veramente impressionante, un gradino sopra gli altri”.

Poi ci fu un’ulteriore occasione. L’Italia, in vista del mondiale brasiliano, decide di organizzare una partita amichevole prima della partenza. L’avversario è proprio il Lussemburgo e la città che ospita l’incontro è Perugia. Stefano Bensi, in quel 4 giungo 2014, è davanti a 26mila spettatori in uno stadio molto vicino alla “sua” Gualdo Tadino. Risulta essere uno dei miglior in campo e il match termina, addirittura, con un risultato storico. Italia e Lussemburgo, infatti, pareggiano 1 a 1.

In Brasile poi sappiamo tutti come è andata finire l’avventura di Prandelli e soci. L’ironia della sorte vuole che i primi dubbi su quella nazionale  siano stati sollevati dopo la bella prestazione dei lussemburghesi  compagni di squadra di Stefano Bensi…  sì proprio lui, quello di Gualdo Tadino.

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