Vincenzo Sarno, il baby prodigio da 120 milioni di lire

vincenzo-sarnoVincenzo Sarno era solo un bambino e, come tutti i bambini, voleva semplicemente giocare. Giocare, magari con il pallone. Di certo, però, non pensava di ritrovarsi un contesto più grande di lui.

È il 1999 e il Torino acquista per la cifra di 120 milioni di lire, questo giocatore da una squadra locale della provincia di Napoli. Nulla di strano se non fosse che Vincenzo Sarno ha solo 11 anni. La notizia è una di quelle che tende ad esplodere. Vincenzo Sarno da Secondigliano, si ritrova addirittura negli studi di Porta a Porta. Bruno Vespa, invece di tutelarlo, lo schiaffa in televisione davanti a migliaia di telespettatori. “Vincenzo facci vedere come palleggi bene” fu, più o meno, la richiesta del giornalista Rai. Vincenzo, trattato più come un cane addestrato che come un bimbo, obbedì con l’inconsapevolezza di chi non sapeva  di starsi a infilare in qualcosa più grande di lui.

Il baby prodigio va a Torino, l’avventura in granata però dura solo 3 mesi. Troppa stress, troppi occhi puntati addosso e troppi curiosi che, invece di farlo crescere in santa pace, decidono di chiamarlo il nuovo Maradona. 90 giorni che avrebbero dovuto cambiare la vita di questo bambino. La cambiarono, ma in peggio.

L’eco del suo trasferimento non fu certo un bel biglietto da visita per Vincenzo. Ogni volta tutti pensavano di lui non di un ragazzo con il sogno di diventare calciatore, ma lo consideravano un fenomeno. Ed essere fenomeni si sa, è difficile da dimostrare. Ciononostante Sarno, dopo essere tornato dalle sue parti, firma con la Roma. Meno chiasso e meno chiacchiere per questo trasferimento, il giovane calciatore fa tutta la trafila delle giovanili giallorosse e quando è il momento di esordire in prima squadra viene svincolato. Un’altra batosta. Vincenzo non sarà quel fenomeno che dicono con i piedi, ma a tenacia  e voglia di emergere non è secondo a nessuno. Si ricomincia. Questa volta a bussare alla sua porta la Sangiovannese, formazione toscana di Lega Pro. Da queste parti rimane tre anni, senza incantare, fino a quando a gennaio del 2008 lo chiama il Brescia. Vincenzo deve ancora fare vent’anni, ma si ritrova in grande squadra di serie B. È l’occasione del riscatto? Decisamente no.

Con le “Rondinelle” fa solo due presenze e il rinnovo del contratto non avviene. Inizia un lungo pellegrinaggio: Potenza, Pro Patria, Reggina, Lanciano. Un sali e scendi tra Lega Pro e serie B che però non dà continuità al ragazzo. “Il calcio mi ha tolto serenità” dirà il bambino, nel frattempo diventato  ragazzo, in un’intervista. La pressione che ogni suo spostamento mette deve essere insormontabile, Vincenzo però vuole ancora provarci, d’altronde è ancora giovane ha soli 25 anni. La stazione 2013/2014 comincia con la Virtus Entella. Squadra che, anche grazie alle prestazioni del calciatore, ottiene una storica promozione in serie B. Sarno ha trovato la sua dimensione in questa piccola società ligure? Potrebbe, ma così non è per la dirigenza che, dopo il salto di categoria, decide di svincolare il giocatore.

Vincenzo Sarno il calcio lo deve amare veramente tanto se dopo tutto quello che gli è successo, è ancora un giocatore professionista. L’attuale stagione 2014/2015 porta ad un nuovo trasferimento. Si fanno le valige e l’atleta campano si ritrova al Foggia. Con questi rossoneri si esprime a livelli che, fino ad oggi, non erano mai saltati fuori. Ha già segnato cinque reti (mai realizzate in una sola stagione) e la formazione pugliese sta lottando per salire in B. Che quello che fu il baby prodigio abbia finalmente trovato il suo ambiente ideale? È l’augurio di molti o, perlomeno, di tutti quelli che avrebbe voluto che Vincenzo il bambino, fosse stato trattato semplicemente come un bambino.

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