Wimbledon Football Club: un team “fuori di testa”

Wimbledon

Non solo tennis a Wimbledon. Tutto ciò che non sapevate riguardo alla squadra di calcio più pazza della storia.

Wimbledon viene associata al tennis, il suo torneo è uno dei più famosi al mondo, fatto di sportività, lealtà e onestà. C’è poi una Wimbledon che, a suo modo, ha fatto la storia del calcio inglese. Una formazione che negli anni ’80 giocando duro, sporco e in modo cattivo è, perfino, riuscita a vincere una FA Cup.  Parliamo della “Crazy Gang”, è questa è la loro storia.

Il Wimbledon Football Club è una squadra che gravita nelle serie minori del calcio minori, continui sali e scendi fino a quando dal 1981 al 1986 in panchina arriva Dave Basset, un uomo capace di fare arrivare questa sobborgo a sud ovest di Londra nella Premier League. Con questo allenatore la società nata nel 1889 si trasforma nella “Crazy Gang”. L’idea di calcio è semplice: determinazione, cattiveria, grinta, corsa e un continuo viaggio tra il lecito e l’illecito. I piedi buoni nel calcio servono quando si hanno dei giocatori, ma quando la tua formazione è formata da mastini l’importante è che si abbiano degli incisivi in grado di mordere.

I protagonisti sono degli atleti che non attirano affatto le simpatiche dell’opinione pubblica. A centrocampo c’è Dennis Wise che – come disse Alex Ferguson qualche tempo dopo – “potrebbe scatenare una rissa in una casa vuota”. Il fatto che sia stato condannato a 3 mesi di reclusione per aver aggredito un tassista è solo una delle sue tante scorribande fuori dal campo. A fargli un compagnia Lawrie Sanchez, padre dell’Irlanda del Nord madre dell’Ecuador, un mix di sangue latino e di rabbia nord irlandese. Terzo mediano è Vinnie Jones che poi, più tardi, sia diventato un attore e che abbia successo in film “duri” come Lock and Stock e Snatch è tutto un altro discorso.

In campo era una belva, 12 cartellini rossi in carriera e squalificato perché produsse un video chiamato “Soccer’s Hard Man” dove commentava gli interventi più cattivi di cui lui fu protagonista. La Football Assicuation dopo aver visionato il filmato affermò: “Ha disonorato il calcio”. Una volta, questa merita, in un Liverpool Wimbledon sotto allo storico cartello “This is Anfield” che serve, in un certo senso, ad intimorire gli avversari dei Reds  ne attaccò un altro: “Bothered” (che possiamo tradurre con un “e chi se ne frega!”).

Dalla mediana alla difesa il succo non cambia. A guidare la retroguardia della c’è Eric Young conosciuto anche con il soprannome di “Ninja” per via di una fascia di spugna che metteva sempre in testa. Era nato a Singapore e, come per tutti i protettorati britannici dell’epoca, poteva scegliere di giocare una qualsiasi nazionale del Regno Unito da rappresentare in caso di convocazione. Optò per il Galles nonostante non avesse nessun tipo di legame con quel territorio.

In attacco, invece, c’è John Fashanu. Padre nigeriano, madre della Guyana. Segna con moderazione, non è certo un bomber, ma la cattiveria di alcune sue entrate sono fondamentali per questa squadra. La porta, invece, la difende Dave Beasant. I tifosi lo chiamano “Lurch” per via della somiglianza con il maggiordomo della Famiglia Addams. Il suo nome ci tornerà utile più tardi.

Questa formazione di pazzi la sia ama (come avviene con i suoi tifosi) o la si odia (come fa il resto dell’Inghilterra). Ogni partita è una guerra: ci sono gli insulti verbali agli avversari, le intimidazioni, gioco falloso e tutta una serie di riti tradizionali quando ospitano una squadra nei propri spogliatoi. Uno di questi prevedeva i bagni completamente intasati e senza carta igienica, zucchero al posto del sale, condizioni di pulizia al limite e radio portata a massimo volume. Gary Lineker, storica punta della nazionale di quel periodo, dichiarò: “Il modo migliore per vedere il Wimbledon è sul televideo”.

Arriviamo  a quel 14 maggio 1988 che trasformò il mito in leggenda. Il Wimbledon ha da poco cambiato allenatore non c’è più Basset ed è arrivato Bobby Gould. Il musica, non preoccupatevi, è sempre la stessa. Con il nuovo allenatore si arriva in finale della competizione più prestigiosa del Regno Unito: la FA Cup. Vengono eliminate: West Bromwich, Mansfield Town, Watford e Luton Town. In finale si trova il Liverpool e lo stadio è lo storico Wembley. Nessuno spera che il Wimbledon possa vincere, al massimo la scommessa è se mai riuscirà a fare un gol. “Lurch” però in porta è in stato di grazia.

A metà primo tempo un punizione calciata in mezzo da Wise trova la testa di Sanchez e finisce in rete: Wimbledon uno, Liverpool zero. Da quel momento in poi parte l’assedio, al 61esimo minuto il Liverpool ha un rigore. Calcia John Aldrige e Dave “Lurch” Baesant para. La partita va avanti ma il risultato non cambia. “The Crazy Gang have beaten the Culture Club!” disse il telecronista al triplice fischio finale. Coppa alzata in cielo e il Wimbledon Football Club entra a gamba tesa nella storia.

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